Questa recensione e analisi del film La montagna Sacra è il risultato della riorganizzazione argomentativa di un dibattito da Cineforum avvenuto sul canale Telegram di Metropolis. Se volete unirvi all’iniziativa trovate le Info in fondo.
Illuminazione
La montagna sacra è un Film fortemente simbolico, qualcuno direbbe opera di un satanista, che sostanzialmente racconta di un percorso che va dall’io individuale fino alla fusione totale con la natura, con l’io collettivo.
In una civiltà del futuro, con i suoi usi e costumi, questo passaggio, che nel film viene visto come l’illuminazione, necessità che si manifesti nell’indindividuo il rifiuto:
- dell’attaccamento al denaro/beni materiali;
- della paura della morte;
- della fede religiosa.
L’amore invece non è visto come un’ostacolo, ma solo come un altro valido percorso alternativo.

Simbolismi
Il Film è impregnato di tanta sessualità e violenza che sembrano essere propagandati sia come giusto percorso da intraprendere, sia come corruzione dei costumi.
Per fare 2 esempi:
- Il marito Cuck che filma felice la moglie, anch’essa contenta, di essere violentata da un soldato.
- La masturbazione femminile sfregandosi sui ripidi pendii della montagna.
Simbolica la scena della produzione in massa del personaggio che parodizza Gesù Cristo, a rappresentare come la fede sia diventata comune merce del mercato.
Sempre su questa linea iconico il richiamo di “Gesù” che scaccia i mercanti dal tempio a suon di frustate.

Considerazioni finali
Un limite del film è quello di aver ecceduto con i simbolismi, rendendo troppo complicata l’interpretazione. Il troppo crea sempre caos, per quanto ci sia un filo conduttore profondo.
Nonostante, la pellicola rimane particolarmente scorrevole, forse l’unica parte realmente noiosa è quella della presentazione del passato degli altri personaggi che compongono il Team che vuole ascendere all’Io collettivo.

Il finale ribadisce allo spettatore che l’esistenza che sta vivendo è solo un’illusione mediata dai suoi sensi e che la vita vera, è altrove della percezione contingente.
Oppure potrebbe semplicemente significare che la vita non ha un senso e ciò che importa non è il traguardo, ma il percorso.
Un messaggio a tratti pericoloso, perché finché rimani nel limbo del non dare un senso all’esistenza non puoi uscire dal nichilismo passivo, non puoi vivere con serenità.
Se nulla ha un senso vuol dire che dentro di te crescerà il vuoto.

Ringraziamenti
Un ringraziamento a Mike Boom, Giove, Mari mc e Kairos per aver contribuito con i loro pensieri alla stesura di questa critica ed analisi al film La montagna sacra.
Se volete unirvi a noi per il prossimo dibattito questa è la porta: