Questa recensione e analisi del film C’eravamo tanto amati è il risultato della riorganizzazione argomentativa di un dibattito da Cineforum avvenuto sul canale Telegram di Metropolis. Se volete unirvi all’iniziativa trovate le Info in fondo.
In sintesi
C’eravamo tanto amati è una commedia italiana che narra il proseguio della vita di 3 ex compagni d’armi ed amici: Antonio, Gianni e Nicola.
Un bellissimo spaccato della società del tempo che ci racconta da dove veniamo.
Purtroppo il rapporto d’amicizia del trio viene irrimediabilmente compromesso dalla venuta di una donna, Lucia, che svela tutte le loro meschinità e debolezze.
Dalla narrazione idilliaca della vera amicizia si passa presto ad osservare la miseria e la malignità umana, ciò lascia nello spettatore la domanda su chi sia il meno peggio.
Il film traccia un quadro accurato delle persone che stanno al mondo.
Ma andiamo con ordine.

Trama
Antonio si fidanza con Lucia e la presenta a Gianni, che folgorato dalla bellezza della donna intraprende una fedigrafa relazione amorosa con lei.
Gianni e Lucia ci tengono a far sapere ad Antonio che l’hanno tradito.
Gianni gli da questa orrenda notizia con un velo di sofferenza, Lucia invece sembra con un velo di sadico piacere. Ella vuole vedere stampato sul volto di Antonio il dispiacere di averla persa..

Nicola perde il lavoro di professore, perché preferisce esternare le sue idee con veemenza ad un Cineforum, contro il suo preside, anziché farlo con garbo. Abbandona moglie e figlio e va a cercare fortuna a Roma, ospitato da Antonio.
Gianni per scalare il potere tradisce Lucia e si fidanza con Elide, figlia di un perfido industriale, Romolo Catenacci.
Lucia, tradita a sua volta per destino Karmico, torna a Roma per farsi riconquistare da Antonio.. ma Antonio, nonostante la ami ancora, per orgoglio, non fa il primo passo ed etichetta Lucia per ciò che è per davvero, una meretrice.
Lucia piange e va a letto anche con Nicola (che ricordo sposato e con figlio).. bene, si è fatta tutto il trio di amici, poi tenta il suicidio.

Lucia va per la sua strada, ed ha un figlio da un ignoto, poi torna da Antonio, che lascia la sua attuale fidanzata per rimettersi con Lucia..
(Ma questo Antonio ce l’ha un pò di amor proprio?)
25 anni anni dopo il Trio di amici si riunisce, e Gianni (divenuto vedovo) prova nuovamente a portare via Lucia ad Antonio..
Sta volta Lucia, in uno slancio di decenza raro per lei, lo rifiuta e Gianni scompare.

Considerazioni finali
Bisogna annotare che comunque Gianni e Lucia sono fatti veramente l’uno per l’altro. Il male è meglio che si accoppi e rimanga insieme per salvare chi ha nel cuore bontà, romanticismo e rispetto.
Ai tempi il grande Ettore Scola forse voleva disincantare lo spettatore verso quel benessere del dopo guerra che già stava allontanando le persone tra loro. Vediamo infatti vari rapporti che si sgretolano per questioni economiche, come vediamo il prezzo che ne consegue (solitudine e scelte di convenienza che poi non ci rendono felici).
Il film mette in luce il concetto di demolizione dell’individualismo. Quell’uomo che in virtù della sua posizione sociale pensa che il mondo giri intorno a lui, scopre amaramente che non è così.
Un ringraziamento a Mike Boom e Sweetom per aver contribuito con i loro pensieri alla stesura di questa critica ed analisi al film C’eravamo tanto amati.
Se volete unirvi a noi per il prossimo dibattito questa è la porta: