Alpha, un’amicizia forte come la vita – Recensione Cineforum

Mike

Agosto 16, 2026

Questa recensione e analisi del film Alpha, un’amicizia forte come la vita è il risultato della riorganizzazione argomentativa di un dibattito da Cineforum avvenuto sul canale Telegram di Metropolis. Se volete unirvi all’iniziativa trovate le Info in fondo.

PANORAMICA

Ciò in cui il regista è riuscito appieno è raccontare, in modo suggestivo e visivamente bello, l’inizio di una storia di amicizia e di lealtà tra l’uomo e il cane.
La scenografia è molto accattivante ed il poco dialogo è in linea con una narrazione fondata sulle immagini e sulle espressioni.

Al succo si potrebbe categorizzare come un film per ragazzi a noi contemporanei.
Se piacciono i romanzi iniziatici, come zanna bianca, allora, senza troppo indagare su credibilità ed accuratezza storica e realismo delle situazioni, è un film che può avere il suo perché e può piacere. Specialmente se sei un ragazzo e ti lasci tasportate dal mood.
Bello anche quando strizza l’occhio alla cultura dei nativi, con la citazione della caccia al bisonte e la scoperta dello spirito del lupo, a metà tra una citazione dello spirito guida ed uno animus Yonghiano.

Messaggi

  • Nel padre che cerca di istruire il figlio alle regole della sopravvivenza ed il figlio che si sente inadeguato, possiamo vederci anche il dualismo odierno. Le aspettative del genitore, e le emozioni del figlio quando non riesce a soddisfarle.
  • Dalla diversità, e dalla sua presunta debolezza, potrebbero scaturire anche cose assolutamente importanti.

Incongruenze e poca credibilità

Un film veramente poco credibile dal lato del realismo. Accadono cose che non potrebbero mai essere esistite nell’epoca in cui il film è ambientato.

Sensibilità anacronistica

1. A partire dal figlio del capo, che non riesce neanche a sgozzare un cinghiale durante la caccia. Un contentino che si è voluto dare agli animalisti. Un uomo primitivo che patisce giornalmente la fame e che si fa remore a sgozzare uno dei pasti più prelibati che può avere in quel periodo. Una persona che non riesce neanche a finire la preda durante una caccia per la sopravvivenza dovrebbe essere rimandata subito a casa, o presa a ceffoni e fatta risvegliare. Si narra di una sensibilità che era impossibile esistesse all’epoca.
Quando c’è in gioco la tua sopravvivenza non hai tempo per coltivare alcuna sensibilità.
Anche gli animalisti vegani odierni, buttati su un’isola deserta, preferirebbero tornare carnivori e macellai pur di non morire di stenti.

Caccia inesperta

2. Anche come cade nel burrone, buttato giù dal bufalo è molto strano, anzi ridicolo. Soprattutto la parte dove scappa con le sue gambette mentre il bufalo lo insegue. Cioè, ma questi come gli hanno insegnato ad andare a caccia di bufali? Il padre o qualsiasi cacciatore gli avrà detto che se tu scappi in linea retta da un bufalo che ti insegue, è impossibile non farsi travolgere, perché il bufalo è tre volte più veloce di te. Penso che lo sapessero benissimo all’epoca che ci si deve scansare da un bufalo con movimenti laterali e finte.

Presa sovraumana

3. Dopo essere stato buttato giù nel dirupo dal bufalo, rimanendo in bilico su una sporgenza della montagna, cerca di scendere a valle, ma rimane nella situazione di Aldo, Giovanni e Giacomo, cioè che non può né scendere né salire. Non si sa con quale forza degli avambracci rimane appeso per così tanto tempo a quella sporgenza. Lui inizia a scendere che il cielo è sereno, poi inizia a piovere, e piove così tanto che a valle si crea un allagamento. Quindi quanto tempo sarà passato? Forse è stato appeso venti minuti, una mezz’oretta, forse pure di più. Che diavolo di avambracci ha? Bionici? Non era neanche una presa comoda, ma ad una sporgenza di una parete rocciosa.

Animalismo Anacronistico

4. Zoppo e con la gamba rotta, invece di pensare a sopravvivere, salva un lupo selvatico, che l’aveva morso l’attimo prima, trasportandolo in braccio. Praticamente spirito di sopravvivenza zero.

Ipotermia? No, grazie

5. Ridicola anche la scena quando cade nell’acqua gelata. Per non affondare si libera di tutti gli indumenti pesanti, poi risale, grazie al cane che lo aiuta, e si accende un fuoco per evitare l’ipotermia. Tutto bene giusto? Peccato che abbiamo visto, una scena prima, un primitivo in tenda, quindi riparato anche dal vento e che aveva sicuramente la possibilità di accendere un fuoco, morire ibernato. Il nostro protagonista invece, in mezzo alla bufera e con la metà della metà dei vestiti, accendendo un fuocherello e abbracciando il suo lupo si salva..
Il regista vuole proprio prenderci in giro, ed infatti qualche scena dopo il nostro avventuriero si addormenta in mezzo alla bufera, senza neanche accendere un fuoco. Ricordo che noi abbiamo visto il primitivo, che aveva anche la tenda, morire ibernato, ma il nostro protagonista invece si alza rigenerato dal proficuo sono sulla neve ed in mezzo alla tempesta di neve.. Concludiamo che questo è un super uomo e chiudiamola qui?..

Addomesticamento fantasy

6. Tra le cose più ridicole c’è il processo di addomesticamento del Lupo selvatico adulto, praticamente una cosa irreale per come viene narrata. Probabilmente i nostri antenati avranno rapito o catturato dei cuccioli di una mamma Lupo uccisa e invece di uccidere anch’essi, li avranno allevati per una ragione X. Da quel momento avranno capito che potevano essere utili. Come non citare la gestazione senza pancia della Lupa addomesticata, non si sa da dove siano usciti improvvisamente tutti quei cucciolotti che ha partorito.

Info generali

Questo Film sembra tutta una grande operazione di fan service per animalisti.

Un ringraziamento a Mike Boom, Mari, Pam e Ficatum per aver contribuito con i loro pensieri alla stesura di questa critica ed analisi al film Alpha, un’amicizia forte come la vita.
Se volete unirvi a noi per il prossimo dibattito questa è la porta:

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