Fahrenheit 451 – Recensione Club del libro

Mike

Luglio 18, 2026

Questo articolo di recensione e analisi del Libro Fahrenheit 451 di Ray Bradbury è il risultato della riorganizzazione argomentativa di più appuntamenti del Club del Libro, avvenuti sul canale Telegram di Metropolis. Se volete unirvi all’iniziativa trovate le Info in fondo.

📖 CAPITOLO I: Il Focolare e la SALAMANDRA 📖

RIASSUNTO TRAMA

Il libro si apre con il fortuito Incontro tra il vigile del fuoco Montag e una graziosa signorina, Clarisse, che si descrive come una giovane pazza.
Questo incontro incrinerà la maschera della finta e superficiale felicità di Montag, che inizierà a pensare sempre più intensamente a questa strana ragazza.

Nel contempo sua moglie Mildred tenta(?) il suicidio con overdose di tranquillanti. Sembra sia una cosa consueta in questi tempi di apparente e artificiale felicità.
La moglie di Montag viene svuotata del suo sangue e riempita con altro sangue arricchito di siero. Salvata, non ricorderà più nulla e forse, non sarà più la stessa persona.

Montag, sotto l’influenza di Clarisse, inizierà ad accumulare di nascosto libri proibiti, proseguendo nel contempo la sua vita da pompiere incendiario di testi banditi.
Finché la scomparsa di Clarisse ed il suicidio volontario di una vecchia, che sceglie di morire arsa coi suoi libri, non scuoteranno Montag a tal punto da fargli prendere una pausa dal lavoro di censore incendiario.
Il nostro protagonista, in lotta interiore, deciderà infine di coivolgere anche la moglie nella sua ribellione spirituale ed intellettuale.

VERSI SIGNIFICATIVI

《«La durata degli studi si fa sempre più breve, la disciplina si allenta, filosofia, storia, filologia abbandonate, lingua e ortografia sempre più neglette, fino ad essere quasi del tutto ignorate. La vita diviene una cosa immediata, diretta, il posto è quello che conta, in ufficio o in fabbrica, il piacere si annida ovunque, dopo le ore lavorative. Perché imparare altra cosa che non sia premere bottoni, girar manopole, abbassar leve, applicar dadi e viti?»
…….
«La chiusura lampo ha spodestato i bottoni e un uomo ha perduto quel po’ di tempo che aveva per pensare, al mattino, vestendosi per andare al lavoro, ha perso un’ora meditativa, filosofica, perciò malinconica.»
….
«La vita diviene così un’immensa cicalata senza costrutto, Montag, tutto diviene un’interiezione sonora e vuota…»
…..
«Basterà vuotare i teatri, Montag, di tutto ma non dei pagliacci e fornire ogni stanza di pareti di vetro, con bei disegni policromi che salgono e scendono su queste pareti, come coriandoli, o sangue, o sherry, o borgogna.
…..
sport per ognuno, spirito di gruppo, divertimento, svago, distrazioni, e tu così non pensi, no? Organizzare, riorganizzare, superorganizzare super-super-sports! Più vignette umoristiche, più fumetti nei libri! Più illustrazioni, ovunque! La gente assimila sempre meno. Tutti sono sempre più impazienti, più agitati e irrequieti. Le autostrade e le altre strade d’ogni genere sono affollate di gente che va un po’ da per tutto, ovunque, ed è come se non andasse in nessun posto. I profughi della benzina, gli erranti del motore a scoppio. Le città si trasformano in auto-alberghi ambulanti, la gente sempre più dedita al nomadismo va di località in località, seguendo il corso delle maree lunari, passando la notte nella camera dove sei stato tu oggi e io la notte passata.»》

In questo pezzo sembra di rileggere Il mondo nuovo di Uxley.
Una società fatta su misura per non pensare, per non avere una visione generale e quindi, estinguere il senso critico.
Questo passo fa pensare anche all’overtourism.
Ci hanno spinto così tanto per farci sentire cittadini del mondo, per farci credere che la maggior fonte di felicità fosse viaggiare, che ci abbiamo creduto, spendendo la nostra vita in questo viaggio fisico, abbandonando quello spirituale/filosofico.
Il modo di viaggiare è sempre più superficiale, come la gente stessa. È un circolo vizioso.

《Ma in seguito il mondo si è fatto sempre più gremito di occhi, di gomiti, di bocche. La popolazione si è raddoppiata, triplicata, quadruplicata. Film, radio, riviste, libri si sono tutti livellati su un piano minimo, comune, una specie di norma dietetica universale, se mi intendi. Mi intendi?»
«Credo di sì.»
«Immagina tu stesso: l’uomo del diciannovesimo secolo coi suoi cavalli, i suoi cani, carri, carrozze, dal moto generale lento. Poi, nel ventesimo secolo, il moto si accelera notevolmente. I libri si fanno più brevi e sbrigativi. Riassunti. Scelte.
Digesti. Giornali tutti titoli e notizie, le notizie praticamente riassunte nei titoli. Tutto viene ridotto a pastone, a trovata sensazionale, a finale esplosivo.»
esplosivo» e Mildred annuì, approvando.
«Le opere dei classici ridotte così da potere essere contenute in quindici minuti di programma radiofonico, poi riassunte ancora in modo da stare in una colonna
a stampa, con un tempo di lettura non superiore ai due minuti; per ridursi alla fine a un riassuntino di non più di dieci, dodici righe di dizionario. Ma eran molti coloro presso i quali la conoscenza di Amleto (tu conosci certo questo titolo, Montag) si riduceva al “condensato” d’una pagina in un volume che proclamava: Ora finalmente potrete leggere tutti i classici. Non siate inferiori al vostrocollega d’ufficio. Capisci? Dalla nursery all’Università e da questa di nuovo alla nursery. Questo l’andamento intellettuale degli ultimi secoli.
«Basta seguire l’evoluzione della stampa popolare: Clic! Pic! Occhio, Bang!
Ora, Bing! Là! Qua! Su! Giù! Guarda! Fuori! Sali! Scendi! Uf!
Clac! Cic! Eh. Pardon! Etcì! Uh! Grazie! Pim, Pum, Pam! Questo il tenore dei titoli. Sunti dei sunti. Selezioni dei sunti della somma delle somme.
Fatti e problemi sociali? una colonna, due frasi, un titolo. Poi, a mezz’aria, tutto svanisce. Il cervello umano rotea in ogni senso così rapidamente, sotto la spinta di editori, sfruttatori, radiospeculatori, che la forza centrifuga scaglia lontano e disperde tutto l’inutile pensiero, buono solo a farti perdere tempo.»》

In questo passo viene ben descritta la tendenza attuale alla semplicità, ai Reel veloci, all’annulamento della complessità e dell’approfondimento.
L’impoverimento culturale non è più una politica astratta presa dalle pagine di Fahrenheit 451.
Ad essere stimolata non è più la riflessione intellettuale, bensì la reazione istintiva.

《era forse che non si voleva la gente seduta sotto le sue verande, così in pace, senza far niente, a dondolarsi, a chiacchierare: perché questo era il genere di vita collettiva non desiderata. In quelle condizioni, la gente parlava troppo; aveva il tempo di pensare; e così s’è fatta la festa alle verande. E anche ai giardinetti davanti ad ogni casa. Non ci sono più panchine, non ci sono più giardini, dove sedere a perdere il tempo.》

In Fahrenheit 451, l’atomizzazione della società passa anche dal controllo architettonico degli spazi sociali.

《«Consideriamo ora le minoranze in seno alla nostra civiltà. Più numerosa la popolazione, maggiori le minoranze. Non pestare i piedi ai cinofili, ai maniaci dei gatti, ai medici, agli avvocati, ai mercanti, ai pezzi grossi, ai mormoni, battisti, unitarii, cinesi della seconda generazione, oriundi svedesi, italiani, tedeschi, nativi del Texas, brooklyniani, irlandesi, oriundi dell’Oregon o del Messico. I personaggi di questo libro, di questa commedia, di questo programma della TV non rappresentano il menomo riferimento o allusione a reali pittori, cartografi, meccanici di qualsiasi città o paese. Più vasto il mercato, Montag, meno le controversie che ti conviene comporre, ricordalo! Tutte le minoranze, fino alle infime, vanno tenute bene, col loro bagnetto ogni mattina. Scrittori, la
mente pullulante di pensieri malvagi, chiudono a chiave le loro macchine per scrivere. Tutto questo è avvenuto! Le riviste periodiche divennero un gradevole miscuglio di tapioca alla vainiglia. I libri, così i critici, quei maledetti snob, avevano proclamato, erano acqua sporca da sguatteri. Nessuna meraviglia che i libri non si vendessero più, dicevano i critici; ma il pubblico, che sapeva ciò che voleva, con una felice diversione, lasciò sopravvivere libri e periodici a fumetti.
Oltre alle riviste erotiche a tre dimensioni, naturalmente. Ecco, ci siamo, Montag, capisci? Non è stato il Governo a decidere; non ci sono stati in origine editti, manifesti, censure, no! ma la tecnologia, lo sfruttamento delle masse e la pressione delle minoranze hanno raggiunto lo scopo, grazie a Dio! Oggi, grazie a loro, tu puoi vivere sereno e contento per ventiquattr’ore al giorno, hai il permesso di leggere i fumetti, tutte le nostre care e vecchie confessioni con i bollettini e i periodici commerciali.»
«D’accordo, ma, e i vigili del fuoco?» disse Montag.
«Ah» Beatty si sporse in avanti, nella nebbia fumosa esalata dalla pipa.
«È la cosa più logicamente conseguente, che diamine! A misura che le scuole mettevano in circolazione un numero crescente di corridori, saltatori, calderai, malversatori, truffatori, aviatori e nuotatori, invece di professori, critici, dotti e artisti, naturalmente il termine “intellettuale” divenne la parolaccia che meritava di diventare. Si teme sempre ciò che non ci è familiare. Chi di noi non ha avuto in classe, da ragazzini, il solito primo della classe, il ragazzo dalla intelligenza superiore, che sapeva sempre rispondere alle domande più astruse mentre gli altri restavano seduti come tanti idoli di legno, odiandolo con tutta l’anima? Non era sempre questo ragazzino superiore che sceglievi per le scazzottature e i tormenti del doposcuola? Per forza! Noi dobbiamo essere tutti uguali. Non è che ognuno nasca libero e uguale, come dice la Costituzione, ma ognuno vien fatto uguale. Ogni essere umano a immagine e somiglianza di ogni altro; dopo di che tutti sono felici, perché non ci sono montagne che ci scoraggino con la loro altezza da superare, non montagne sullo sfondo delle quali si debba misurare la nostra statura! Ecco perché un libro è un fucile carico, nella casa del tuo vicino. Diamolo alle fiamme! Rendiamo inutile l’arma. Castriamo la mente dell’uomo. Chi sa chi potrebbe essere il bersaglio dell’uomo istruito? Cosicché, quando le case cominciarono a essere costruite a prova di fuoco, non c’è più stato bisogno di vigili del fuoco, dei pompieri, che spegnevano gli incendi coi loro getti d’acqua.
Furono assegnati loro i nuovi compiti, li si designò custodi della nostra pace spirituale, il fulcro della nostra comprensibile e giustissima paura di apparire inferiori; censori, giudici, esecutori. Tu, Montag, sei tutto ciò, io sono tutto ciò.»
…..

«La gente di colore non ama Little Blark Sambo. Diamolo alle fiamme. I bianchi si sentono a disagio nei riguardi della Capanna dello Zio Tom.
Diamo anche quello alle fiamme. Qualcuno ha scritto un libro sul tabacco e il cancro dei polmoni? I fabbricanti e i fumatori di sigarette piangono? Alle fiamme il libro! Serenità, Montag. Pace, Montag. Le tue battaglie combattile in
sordina.
…..
Il fuoco è luce e soprattutto è purificazione!»》

In questo passo capiamo come la società è stata atomizzata col multiculturalismo, poi sterilizzata con la censura del politicamente corretto. La popolazione che ha fatto per impedirlo?
Nulla, come ne Il Mondo nuovo di Huxley, la libertà è un bisogno di una ristretta minoranza illuminata. L’uomo medio di base la baratterebbe per una paventata “felicità”.

《«È una cosa che succede ancora, ogni tanto. Clarisse McClellan? C’è tutta una pratica sulla sua famiglia, in archivio. Li teniamo d’occhio molto assiduamente.
Ereditarietà ed ambiente sono cose buffe. Non ci si può liberare in qualche anno di tutti quelli che deviano. L’ambiente domestico può distruggere gran parte di quello che cerchi di costruire nella scuola. È per questo che abbiamo sempre più abbassato l’età minima in cui è obbligatorio frequentare gli asili infantili, al punto che oggi strappiamo il bambino all’ambiente familiare praticamente quand’è ancora in fasce.
Abbiamo avuto dei falsi allarmi a proposito dei McClellan, fin da quando abitavano a Chicago. Ma non siamo mai riusciti a trovare un solo libro in casa loro. Lo zio aveva una fedina piuttosto contraddittoria; in sostanza, è un antisociale. La ragazzina? Era una bomba a orologeria. La famiglia costruiva sul suo subcosciente, ne sono certo, a giudicare dalla sua schedina scolastica. Non voleva sapere, per esempio, come una cosa fosse fatta, ma perché la si facesse.
Cosa che può essere imbarazzante. Ci si domanda il perché di tante cose, ma guai a continuare: si rischia di condannarsi all’infelicità permanente. Per quella povera figliola è stato molto meglio essere morta.»
«Sì, meglio per lei essere morta.»
«Per fortuna, eccentrici come lei se ne incontrano pochi. Sappiamo come correggerli fin da quando sono ancora piccini. Non puoi costruire una casa senza chiodi e legname. Se vuoi che la casa non si costruisca, fa’ sparire chiodi e legname. Se non vuoi un uomo infelice per motivi politici, non presentargli mai i due aspetti di un problema, o lo tormenterai; dagliene uno solo; meglio ancora, non proporgliene nessuno. Fa’ che dimentichi che esiste una cosa come la guerra.
…..
Pace, Montag. Offri al popolo gare che si possono vincere ricordando le parole di canzoni molto popolari, o il nome delle capitali dei vari Stati dell’Unione o la quantità di grano che lo Iowa ha prodotto l’anno passato. Riempi loro i crani di dati non combustibili, imbottiscili di “fatti” al punto che non si possano più muovere tanto son pieni, ma sicuri d’essere “veramente bene informati”.
Dopo di che avranno la certezza di pensare, la sensazione del movimento, quando in realtà sono fermi come un macigno. E saranno felici, perché fatti di questo genere sono sempre gli stessi. Non dar loro niente di scivoloso e ambiguo come la filosofia o la sociologia onde possano pescar con questi ami fatti ch’è meglio restino dove si trovano. Con ami simili, pescheranno la malinconia e la tristezza.》

In questo lungo passo possiamo apprezzare come la Cancel culture, che viviamo anche noi oggi, sia condizione necessaria per l’anichilimento del pensiero critico.
Ancora più inquietante l’obbiettivo di far credere alla popolazione di pensare, fornendogli domande che rallentino e poi fermino il proprio cammino filosofico, lasciandolo sempre al malinconico punto di partenza.
Un esempio di ciò? L’ideologia Gender.
Essa costringe l’essere umano a fermarsi alla superficie, a sprecare inutilmente risorse mentali e tempo prezioso per ristabilire ciò che dalla nascita è già scritto in modo immutabile e che si può, solo accettare.

《”E si ricordò di aver pensato, in quel momento, che se Mildred fosse morta, lui si sentiva sicuro di non piangere. Perché sarebbe stata la morte di una persona sconosciuta, un volto di passante, un’immagine vista su un giornale, e ad un tratto gli apparve così ingiusto di essersi messo a piangere, non alla morte, ma al pensiero che non avrebbe pianto alla morte di lei, uomo sciocco e fatuo accanto a una donna sciocca e vuota, mentre il serpente famelico la faceva ancora più vuota.” 》

In questo passo si può cogliere quanto inani siano i rapporti interpersonali, anche stretti come quello tra moglie e marito, nella realtà di Fahrenheit 451

INFO GENERALI

Le vicende sono ambientate in un mondo futuristico, consumista, robotizzato, dove le macchine sfrecciano velocissime, tutto è ignifugo, i pompieri sono stati convertiti in piromani statali di libri, la lettura di molti volumi é vietata e l’umanità sembra aver perso il contatto con la contingenza.
La società è completamente individualista ed atomizzata e nessuno ha più tempo per l’altro, neanche la moglie per il marito e viceversa.

Il libro è a tratti Agghiacciante e ansiogeno per quanto sia premonitore.

Nel mondo attuale il bruciare i libri appare inverosimile, ma è proprio l’inverosimile che te lo fa accettare senza accorgertene. Bruciare i libri non sarebbe possibile fisicamente, e nemmeno efficace in un mondo tecnologico come il nostro, e allora come si realizza la distopia?
Si impoveriscono i testi di contenuti. La scuola diventa un posto dove accumulare nozioni, non più una palestra formativa nell’etica, nel rispetto e nella capacità critica.
Questo non è un problema di una singola nazione, ma sicuramente dell’occidente in generale.

Oggigiorno non si ha voglia né tempo di leggere. Questo è dato dall’accelerazione del ritmo di vita, ma anche dall’inondazione di “contenuti” inani.
La cultura interessa se è monetizzabile, spendibile in qualche modo.

In queste prime pagine colpisce molto quando Clarisse racconta che una volta i libri non si bruciavano e nessuno le credeva.

È incredibile come in pochissimo tempo si perda la memoria di quello che è veramente stato e si mette in discussione la veridicità dei fatti, rifiutando che non si sia sempre fatto così.
La memoria va tramandata e la Cancel Culture bloccata per non dimenticare.

C’è un’importante considerazione da fare.
I ⅔ del primo capitolo sono troppo dispersivi.
Forse servono a creare atmosfera e contesto, ma si allungano a tal punto da farti quasi passare la voglia di leggerlo.
Però se resisti, come nelle storie migliori, il bello arriva alla fine 😁

📖 CAPITOLO II: Il crivello e la Rena 📖

RIASSUNTO TRAMA

Montag e la moglie provano a leggere i libri proibiti, ma Mildred presto si stanca e si persuade dell’idea che la libertà di leggere i testi banditi, e quindi coltivare il senso critico, non valga quanto i loro beni. Inizia, sempre più insistentemente, a cercare di convincere il marito a consegnare i libri sottratti a Betty, il capo dei vigili del fuoco.
Montag confuso dalla lettura che non capisce a pieno e infastidito dalla moglie, esce di casa e va a trovare una sua vecchia conoscenza. Faber, un vecchio professore di cui sospettava potesse essere un ribelle lettore di libri banditi.
Faber diventa il maestro di Montag e insieme costituiscono la prima cellula terroristica di liberazione della lettura. L’obbiettivo è far dare fuoco alle stesse case degli stessi pompieri incendiari.
Montag tornato a casa fa scappare le amiche della moglie, leggendogli dei libri contro la loro volontà. Dopo il riprovero disperato di Mildred e poi, via auricolare, quello esterrefatto di Faber, si dirige a lavoro per farsi reintegrare ed attuare il piano sovversivo.
In caserma Betty torchia Montag per testarne la ritrovata affidabilità, e come prova finale, lo porta a bruciare la sua stessa casa.

VERSI SIGNIFICATIVI ✍🏻

《«Signor Montag, voi avete davanti un vigliacco. Io vedevo la piega che stavano sempre più prendendo le cose, ma molto tempo fa; ma non ho detto nulla; sono uno degli innocenti che avrebbero potuto parlare chiaro e tondo quando nessuno era disposto a dar retta al “colpevole”, ma non ho aperto bocca, diventando così colpevole a mia volta. E quando finalmente si giunse a organizzare legalmente il rogo della carta stampata, con la creazione delle milizie del fuoco, brontolai un poco e poi tacqui, perché ormai non c’era più nessuno che brontolasse o urlasse al mio fianco. Ora, è troppo tardi.»》

In questo passo il libro torna a ribadirci come la libertà sia un vezzo di pochi illuminati, e come il coraggio di difenderla, sia appannaggio di pochissimi eletti tra questi primi.
La visione non basta, serve il coraggio di opporsi e lottare, quello di andare contro corrente. Nessun singolo potrebbe da solo, però può impegnarsi per illuminare altri.

《«Chi non crea non può fare a meno di distruggere.》

Frase tanto Inquietante quanto descrittiva della realtà, che tutti noi viviamo nei rapporti interpersonali di tutti i giorni.

《«Ad ogni modo, Pete ed io abbiamo sempre detto, niente lacrime, niente cordoglio o cose del genere. È tanto per lui quanto per me il nostro terzo matrimonio, questo, e siamo indipendenti. Saper essere indipendenti, ecco quello che diciamo sempre, Pete e io. Mi ha detto, Pete: “Se mi dovessero ammazzare, tu tira pure diritto, sempre avanti per la tua strada, senza piangere, sposati di nuovo e non pensare a me”.»》

Un breve passo che descrive la natura inane dei rapporti affettivi nel mondo di Fahrenheit 451.
Rapporti usa e getta, senza significato perché privi di un senso profondo.
Non vi sembra la piega che anche i rapporti occidentali del mondo reale stanno prendendo?

《Montag mosse le labbra.
«Parliamo un poco.»
Le donne, con un guizzo, lo guardarono sbalordite.
«Come stanno i vostri bambini, signora Phelps?» domandò.
«Ma lo sapete benissimo che non ne ho! Nessuno che abbia la testa a posto vuole avere bambini, sia lodato il Cielo!» rispose la signora Phelps
…..
«Li tengo a scuola nove giorni su dieci e devo combattere con loro soltanto tre giorni al mese, quando vengono a casa; non è poi il disastro che dici tu. Li sbatto in salotto e giro la manopola delle pareti. È come lavare dei vestiti nella lavatrice automatica: riempi la vasca di roba da lavare e chiudi ben bene il coperchio.» La signora Bowles ridacchiò:
«Credo che preferirebbero prendermi a calci che baciarmi: come se non sapessi rispondere a una pedata con un calcio!»
…..
«Ma non le hai sentite, non li hai sentiti questi mostri parlare di mostri?
Dio, il modo con cui blaterano della gente, dei loro bambini, di se stesse, il modo con cui parlano dei loro mariti e come parlano della guerra, maledizione, io sto qui a sentirle e non riesco a crederlo vero!»
……
«Andatevene a casa vostra» disse Montag, fissandola nel bianco degli occhi, a bassa voce. «Tornatevene a casa e pensate un po’ al vostro primo marito, dal quale divorziaste, al vostro secondo marito, morto in un incidente d’automobili a razzo, al vostro terzo marito, pensate, che si fece saltar le cervella, andatevene a casa a pensare alla dozzina di aborti che avete avuto, a questi e anche ai vostri maledetti tagli cesarei, e ai vostri bambini, pensate, che vi odiano! Andatevene a casa a domandarvi come tutto ciò possa essere accaduto e a ricordare quello che avete fatto per impedire che accadesse! Andatevene a casa, andatevene a casa!»
urlò.
«Prima che vi abbatta a ceffoni e vi metta fuori a calci!»》

Le parole che compongono questi Inquietanti versi già dicono tutto.. descrivono un mondo promiscuo dove non c’è affetto non solo tra partner, ma neanche per i propri figli e dei figli verso i genitori.
L’educazione è demandata alla scuola statale, che può manipolare e deviare le giovani menti come meglio crede, senza il coriaceo ostacolo della famiglia.

INFO GENERALI

Il passaggio in cui Montag strappa le pagine della Bibbia davanti al professore colpiscono molto. Un gesto violento, simile a quello che ha compiuto per tutta la vita con il fuoco, che segna il suo cambiamento completato, la ribellione è in atto e usa quell’unico mezzo possibile per scuotere il vecchio.
Un’altra cosa che c’è in quel gesto é: i libri sono solo carta, nient’altro che carta non servono a niente se non fai tuo il contenuto.

C’è da dire anche che Montag non ha mai proposto a Faber di scambiare la bibbia con i suoi insegnamenti, l’ha obbligato direttamente a ribellarsi con lui.
Questo atteggiamento descrive anche una personalità poco incline al dialogo e pronta ad ottenere ciò che desidera col ricatto e la ritorsione.
Ciò appena descritto unito alle sue lamentele con Faber di sentirsi poco autonomo con l’auricolare che lo guida ed alla scenata con le amiche della moglie, fanno di Montag un personaggio non proprio sveglio.
Vuole la libertà di agire prima di apprendere la conoscenza che lui stesso chiede a Faber di insegnargli.

📖 CAPITOLO III: La Fiamma risplendente 📖

RIASSUNTO TRAMA 🎺

Montag scopre che ad averlo denunciato è la moglie e viene costretto da Betty a bruciare la sua stessa casa.
A lavoro finito Montag dovrebbe essere subito arrestato, ma Betty, con voluttuoso sadismo, lo riempie di percosse punitive. Talmente forti da fargli saltare l’auricolare con cui Montag era in collegamento segreto con Faber.
Per salvare Faber, rintracciabile tramite quell’auricolare, Montag da prima fuoco a Betty, poi da alle fiamme anche il segugio meccanico. Dopodiché, claudicante e ferito, si da alla fuga.
Inseguito da un nuovo segugio, dalla polizia e dai media, riesce a far perdere le proprie tracce gettandosi tra le correnti di un fiume.
Sperduto nella foresta si unisce ad un gruppo di fuggiaschi e ricercati come lui. Sono tutti intellettuali che tramandano i libri proibiti con il solo utilizzo della propria memoria.
Il gruppo si mette in viaggio, consapevole che la loro ribellione è una semplice attesa di tempi migliori, ma avviene un colpo di scena.
La civiltà dei pompieri piromani prende fuoco.
La guerra è arrivata anche internamente negli spazi civili e le bombe nemiche distruggono la distopia ardendola nel fuoco nucleare.
Forse il momento di ricostruire, che il gruppo di dissidenti tanto sperava, è giunto.

VERSI SIGNIFICATIVI ✍🏻

《Bruciò così le pareti della camera da letto e l’armadio dei cosmetici, perché voleva cambiare tutto, le sedie, i tavolini da notte, e nella sala da pranzo l’argenteria e il vasellame di plastica, ogni cosa che potesse mostrare ch’egli era vissuto qui in questa casa deserta, con una strana donna che all’indomani non si sarebbe più ricordata di lui, intenta soltanto a ciò che la sua conchiglia della radio rovesciava e rovesciava senza posa in lei, mentre attraversava la città in tassì, sola. E come un tempo, egli sentì di nuovo la bellezza di bruciare, gli parve di dissolversi con tutto il suo essere nello zampillo di fuoco, strappando, fendendo, tagliando in due con la fiamma, risolvendo in tal modo il problema senza senso. Ove non c’era soluzione, allora voleva dire che non c’era nemmeno problema! Il fuoco era il rimedio migliore a ogni cosa!》

Un passo che ci suggerisce come superare i problemi di cuore 😂 verso una persona che non ci ama più, o che forse, non ci ha mai veramente amato.

Questo passo può essere interpretato come l’attitudine dell’essere umano a barare e, se nonostante tutto ancora non si vince, a distruggere direttamente il gioco stesso.
Una buona sintesi degli odierni fallimentari rapporti sentimentali occidentali.
Della cultura usa e getta. se i libri non servono più, se viene rinnegato il loro valore, salta l’uso e rimane solo il getta.

Si può vedere anche come un’autodeterminazione per non soccombere agli eventi.

Nella prima interpretazione e lo scappare per non prendersi le proprie responsabilità, o la superficialità del non saper costruire qualcosa di solido.
Nella seconda un modo per non soccombere all’ineluttabilità degli eventi.
Non gli piaci? Dai fuoco al fartela piacere.
Non ti ama più? Dai alle fiamme anche il tuo sentimento nei suoi confronti.
Conservi la dignità e non ti dai pena per chi non se lo merita

《Guardò giù per il gran viale. Era del tutto sgombro. Una macchina gremita di ragazzi d’ogni età, buon Dio, fra i dodici e i sedici anni, i quali, lanciati a passeggio, schiamazzando, fischiando, urlando evviva, avevano visto un uomo, spettacolo davvero straordinario, un uomo che andava a spasso a piedi, una vera rarità, e avevano detto: «Becchiamolo!» ignorando che era il fuggiasco Montag, semplicemente quattro o cinque ragazzi a diporto per una lunga notte di rombanti cinque o seicento miglia nelle poche ore di luna, le facce agghiacciate dal vento, per tornare a casa, o forse per non tornare, all’alba, vivi o non vivi, era questo il bello dell’avventura.
“Erano dispostissimi ad ammazzarmi” si disse Montag, barcollando con l’aria ancora rotta e agitata intorno in mulinelli di polvere, toccandosi la guancia che gli doleva. “Senza una ragione al mondo, erano dispostissimi ad ammazzarmi.”
………..
Forse sono gli stessi che hanno ucciso Clarisse!
…………
Ciò che lo aveva salvato era stata la sua brusca caduta. Chi era al volante di quella macchina, vedendo Montag lungo disteso, istintivamente aveva pensato alla probabilità che passar su quel corpo avrebbe potuto far ribaltare la macchina, a quella velocità. Ma se Montag fosse rimasto un bersaglio ritto e ben piantato sulle gambe?
Montag soffocò un’esclamazione.
In fondo al viale, a quattro isolati di distanza, la macchina aveva rallentato, poi, girando su due ruote, aveva voltato ed ora tornava verso di lui, sbandando verso il lato sbagliato della strada e accelerando.》

La descrizione di una società svuotata di ogni valore e rispetto per la vita, che sia la propria o quella del vicino. Una società di questo genere, per quanto tecnologicamente avanzata, rimane un sistema sociale truculento e barbaro

INFO GENERALI 🌟

Questo capitolo insiste molto sull’importanza, per l’uomo delle città, di ritrovare una connessione con la natura.
Incarna anche molto bene um aforisma di Antonio Gramsci:

“la storia insegna, ma non ha scolari”

In una visione molto pessimista dell’umanità ci lascia il messaggio che:
l’uomo è condannato a costruire, distruggere e poi ricostruire da capo, in un circolo vizioso dal quale purtroppo non è in grado di uscire.

L’immagine del fuoco è fortemente simbolica. Il fuoco all’inizio è distruzione, Montag diceva che non era piacevole bruciare, ma era un piacere vedere i libri distrutti e anneriti.
Poi però il fuoco del focolare nella foresta diventa simbolo di rigenerazione di condivisione dei libri. Si legge e si trasmette per conservare, e diviene luogo dove preservare la memoria.
Il fuoco anche come metafora del progresso e della tecnologia. Che accompagna ma può distruggere.

Fahrenheit 451 è molto bello per i messaggi che manda, ma è anche molto dispersivo nella sua narrazione.
Troppe descrizioni chilometriche e superflue che alla lunga, pur aumentando l’estetica musicale e letteraria dei versi, lo imbruttiscono nella narrazione avvincente e nella veicolazione del messaggio profondo.

Ringraziamenti

Un ringraziamento a Mike Boom, Kairos, Pam, Mari, Giove per aver contribuito con i loro pensieri alla stesura di questa critica ed analisi al libro Fahrenheit 451.
Se volete unirvi a noi per il prossimo dibattito del Club del libro questa è la porta:

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