Shutter Island – Recensione Cineforum

Mike

Maggio 7, 2026

Questa recensione e analisi del film Shutter Island è il risultato della riorganizzazione argomentativa di un dibattito da Cineforum avvenuto sul canale Telegram di Metropolis. Se volete unirvi all’iniziativa trovate le Info in fondo.

Shutter Island è un film dalle atmosfere poliziesche, magistralmente interpretato e con un’ottima regia.
Ha la capacità di trasportarti dalla parte del trauma, in un costante “chi va là” tra la verità e la menzogna, come se il conflitto schizofrenico lo stessi vivendo tu in prima persona.

Plot Twist

La prima visione, con il Plot Twist finale, è adrenalina pura, ma non ci sia sorpresa nel leggere che la seconda visione è anche più bella. Il rewatch permette di indagare ed apprezzare al meglio tutti i palesi indizi dell’imminente Plot Twist, che ad un primo sguardo possono sfuggire. Possono “sfuggire” non perché non siano visibili, anzi visibilissimi, ma perché empatizzando con l’agente federale Teddy Daniels si può desiderare che risolva questo incredibile caso criminale di sperimentazione umana.
L’incontro vivido con la dottoressa Ethel Barton, ex collaboratrice dell’istituto di sperimentazione umana, ed ora fuggiasca, mette la ciliegina sulla torta ad un indagine che chi guarda il film vuole vedere portata a termine.
Purtroppo la verità sarà amara, per il nostro amico investigatore e per lo spettatore alla sua prima fiduciosa visione.

Messaggi

Non ci sono particolari critiche da fare al film sul piano della sceneggiatura, della recitazione, della logica e della regia. Una critica tecnica andrebbe forse fatta solo alla mancanza di messaggi realmente profondi. C’è una lieve denuncia ai metodi psichiatrici del passato? C’è la solita denuncia ai Nazisti coinvolti nella Shoah?

Finale

Una critica etica si può fare alla scelta finale del nostro amico investigatore Teddy Daniels.
La cura del nostro Freud, il dottor John Cawley (che sembra il poeta D’Annunzio), funziona. Grazie a questo incredibile successo molti altri pazienti potranno essere salvati dalla lobotomia, in favore di cure più preservative della persona.
Il nostro amico Teddy Daniels però è stufo di vivere con il fardello di ciò che ha fatto e decide di farla finita. Anziché, ad esempio, buttarsi da una scogliera o farsi sparare dalle guardie, finge che niente abbia funzionato, con la volontà di farsi lobotomizzare..
Egoista fino alla fine.
La sua dolce morte celebrale sarà la condanna per molti altri pazienti che potevano benificiare della stessa cura che su di lui aveva funzionato. Invece agli atti quella cura viene cassata perché inefficace..
In cuor nostro, dato che il film si ferma prima, speriamo che quelle ultime parole rivelatrici, che Teddy dice al dottor Chuck Aule, abbiano portato ad un finale segreto dove la lobotomia viene arrestata e la cura psichiatrica convalidata.

«Cosa sarebbe peggio: vivere da mostro o morire da uomo perbene?»

Ridicola la scusa del morire da uomo per bene.
La giustizia ti ha valutato assassino, il centro psichiatrico dove vivi come pazzo e tu stesso sai cos’è successo.
Magari puoi recuperare e rimediare questa situazione se non ti fai lobotomizzare.

Meglio vederla solo come una frase ad effetto per dire “voglio farla finita perché non c’è la faccio a sopportare il peso di ciò che ho fatto”. Guarire e ricordare a quanto pare è peggio che rimanere mentalmente malato o morire.

Altro

Un finale alternativo potrebbere anche essere quello che vede il centro psichiatrico con l’obbiettivo di far uscire di testa un vero investigatore federale.. La meno probabile, ma affascinante.

Questa scena sembra arrivare direttamente dal gioco Outlast.

Un ringraziamento a Mike Boom, Mars, Mari mc e Yuni per aver contribuito con i loro pensieri alla stesura di questa critica ed analisi al film Shutter Island.
Se volete unirvi a noi per il prossimo dibattito questa è la porta:

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