Paterson, recensione Cineforum

Mike

Aprile 28, 2026

Questa recensione e analisi del film PATERSON è il risultato della riorganizzazione argomentativa di un dibattito da Cineforum avvenuto sul canale Telegram di Metropolis. Se volete unirvi all’iniziativa trovate le Info in fondo.

Paterson è un film abbastanza inusuale, quasi a sembrare fine a se stesso, non avendo una storia ben precisa. È affascinante condividere con il protagonista una settimana della sua vita, quasi come fosse un documentario. La narrazione è scandita dai giorni della settimana, che segnano, mano a mano ci si avvicina alla fine, inizio, svolgimento e conclusione in un movimento piatto, lineare.

Argomenti di discussione

  • Il loro rapporto di coppia lasciato volutamente inespresso, o meglio, espresso, ma senza pienezza.
  • Il Bulldog inglese odia il suo padrone 😂
    Tutti i giorni lo aspetta per inclinargli la cassetta delle lettere, di modo che Paterson debba perdere tempo ad aggiustarla. Alla fine gli mangia anche il quaderno contenente tutto il suo sforzo intellettuale poetico.
    Si sta evidentemente vendicando del fatto che viene lasciato fuori dal Bar tutte le sere 😂
  • C’è una strana ossessione per i gemelli, che forse simboleggiano il desiderio di maternità, oppure l’anima gemella.

Messaggi

  • il tema della poesia: l’arte può nascere anche da attimi di vita quotidiani.
  • Il Film sembra volerci comunicare che alla fine ciò che conta davvero è il rapporto che abbiamo con la persona amata. Anche la routine è qualcosa che in realtà può renderci felici, se condivisa con chi ha il nostro cuore. Tutto il film potrebbe essere una grande allegoria rappresentante questo rapporto di simbiosi sentimentale.
  • La ragazzina poetessa rappresenta quella persona che ci è più affine, ma che forse, non vale più della routine d’amore che abbiamo costruito. Anche se il nostro sentimento coinvolge una persona che non è la nostra perfetta metà, ciò che conta davvero, sembra dire la pellicola, è l’amore vero che può darci.
  • La carta ha tutto un altro sapore, a partire dal fascino della calligrafia. Però ha anche alcuni limiti, come la lentezza rispetto alla tastiera del telefono, o l’esposizione, perché il telefono è più gestibile di un quaderno che può finire tra le fauci di un cane.

Conclusione

Un film particolare, nonostante sembri non essere nulla di che. Esalta il momento, e lo racconta da lontano, quasi come se ci trovassimo proprio su un bus, a guardare e a fantasticare sulle persone accanto a noi.

Un ringraziamento a Mike Boom, Mars, Orizzonti di cinema e Antonella La Luce per aver contribuito con i loro pensieri alla stesura di questa critica ed analisi al film PATERSON.
Se volete unirvi a noi per il prossimo dibattito questa è la porta:

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