Questa recensione e analisi del film C’era una volta… a Hollywood è il risultato della riorganizzazione argomentativa di un dibattito da Cineforum avvenuto sul canale Telegram di Metropolis. Se volete unirvi all’iniziativa trovate le Info in fondo.
In Sintesi
C’era una volta… a Hollywood racconta la storia di un attore al tramonto della sua carriera e quella della sua controfigura, che lo segue dappertutto (e gli fa da tuttofare).
Non c’è molto da dire in realtà, se non che la scena finale, di puro Splatter, vale il biglietto del film 😂
Scena conclusiva che tra l’altro è una citazione ad un tragico evento di cronaca nera accaduto realmente alla famiglia Polansky, però senza lieto fine.

Significati
Proprio la scena finale, una sventura, riapre le porte di Hollywood al nostro protagonista e ci chiarisce il messaggio di fondo del film. I suoi vicini di casa, i Polansky pezzi grossi dello Show Bussines, incuriositi dal trambusto invitano il nostro protagonista da loro per farsi raccontare l’accaduto, e quindi gli riaprono le porte di Hollywood. In sintesi, in questo mondo si va avanti per raccomandazioni.
Una altro messaggio del film è quello che descrive il fenomeno degli Hippie come una cosa negativa.

Considerazioni generali
Tra gli attori che interpretano gli Hippie c’è una giovane Sydney Sweeney.

Dispiace un pò per la ridicolizzazione di Bruce Lee, forse una vendetta di Hollywood contro l’Urlo di Chen terrorizza anche l’occidente.

Di Caprio ci offre un interpretazione fenomenale, regalandoci uno dei meme a lui ispirati più iconici, ma il personaggio più bello è senz’altro quello interpretato da Brad Pitt.
La domanda che rimane è: la moglie l’ha uccisa davvero? 😆
Il caso Sharon Tate
La moglie di Roman Polanski era Sharon Tate, un’attrice americana.
Nella notte tra il 8 e il 9 agosto 1969, Sharon Tate fu brutalmente assassinata nella villa di Cielo Drive a Los Angeles, insieme ad altre quattro persone:
- Jay Sebring
- Abigail Folger
- Wojciech Frykowski
- Steven Parent
Sharon Tate era incinta di 8 mesi al momento dell’omicidio.
Gli assassini erano membri della “famiglia Manson”, il gruppo criminale guidato da Charles Manson. I responsabili materiali furono principalmente Susan Atkins, Tex Watson e Patricia Krenwinkel, su ordine di Manson.
Manson e i principali responsabili furono condannati alla pena di morte, poi commutata in ergastolo quando la California sospese temporaneamente la pena capitale nel 1972.
Roman Polanski era assente da Los Angeles quella notte, trovandosi a Londra per lavoro.
Considerazioni finali
Possiamo concludere che questa pellicola sia la peggiore realizzata da Tarantino. Poco ispirata e molto autoreferenziale. Un film sostanzialmente vuoto, ma almeno godibile nella narrazione e nella fotografia.

Un ringraziamento a Mike Boom, Mari mc, Orizzonti di cinema e La Luce per aver contribuito con i loro pensieri alla stesura di questa critica ed analisi al film C’era una volta a Hollywood.
Se volete unirvi a noi per il prossimo dibattito questa è la porta: