Harold e Maude, Recensione Cineforum

Mike

Aprile 9, 2026

Questa recensione e analisi del film Harold e Maude è il risultato della riorganizzazione argomentativa di un dibattito da Cineforum avvenuto sul canale Telegram di Metropolis. Se volete unirvi all’iniziativa trovate le Info in fondo.

In generale

La pellicola parla dell’attrito necessario tra il Nulla (Harold) e il Tutto (Maude).
Un Capolavoro dove l’arroganza è il controllo vengono vaporizzati dall’emozione e dal dolore. È stato uno dei primi film a mostrare con leggerezza la follia e l’allucinazione collettiva sociale che insistiamo a chiamare col nome di normalità.

Analisi psicologica e TRAMA

Harold e Maude ha una narrazione a tratti tragicomica e la lettura di questa pellicola non può che passare dall’analisi psicologica dei suoi due personaggi cardine.

Harold è un ragazzo di 20 anni, depresso e passivo nei confronti della vita, che ha preferito annichilirsi pur di non scontentare la madre. Donna autoritaria che decide tutto per il figlio, anche i suoi pensieri, ignorando i suoi reali bisogni.
Harold però non è concretamente in gabbia, è libero di agire, è solo la sua mente ad essere intrappolata, per una sorta di reverenza non meglio specificata nei confronti della sua genitrice.
Finge ripetutamente il suicidio, con doti attoriali eccelse, pur di attirare l’attenzione, e forse punire, la madre. Chiarificatrice la scena in cui, in uno di questi teatrali tentativi di porre fine alla sua esistenza, Harold punta la pistola prima verso la donna che l’ha partorito e poi verso se stesso. Sparando a salve sulla propria fronte, mentre la madre compila un modulo per trovare una fidanzata al figlio, non richiesta, domandandogli le risposte da inserire, che poi però mette senza ascoltarlo..
C’è da annotare sicuramente che il ragazzo non è propriamente normale, dato che trova piacere nel passare il suo tempo, in solitudine, partecipando a funerali e guardano edifici in demolizione.

Proprio durante uno di questi conviviali eventi funebri farà l’incontro che gli cambierà la vita.
Maude, una pazzoide anarchica comunista di 79 anni, che vive la sua vita al massimo, in modo attivo e senza nessuna morale.
Totalmente fuori contesto col suo personaggio e la sua personalità, che esprimono vita ed allegria, in una riproposizione di FightClub la ritroveremo a partecipare agli stessi funerali che allietano il nostro disturbato Harold.
Probabilmente lo fa in vista del grande passo di eccelsa follia che la sua mente già da tempo sta architettando.
Maude osservando attentamente il giovane durante i diversi divertentissimi eventi di cordoglio, prenderà la decisione di concupirlo.
Harold è una bandiera imbelle che viene direzionata dove tira il vento e si farà trascinare, senza alcuna opposizione, da Maude:
In guide spericolate e pericolose in zone abitative, in furti di autoveicoli e beni pubblici, in fughe dalla polizia e lezioni di musica.

Il ragazzo si innamorerà anche di questa anziana squinternata e le regalerà un anello, che lei prontamente butterà in un lago, perché secondo i suoi folli ragionamenti, cosi saprà sempre dov’è. 😂
Infine, anche contro il volere della madre, dello psicologo, del prete e dello zio ufficiale militare, la coppia con ben 60 anni di differenza d’età si sposerà il giorno dell’80° compleanno di Maude. L’anziana festeggiata, come regalo di nozze al giovane sposo gli donerà:
il suo suicidio..

Harold rimarrà scioccato e sconvolto, ma non più dello spettatore che ormai se lo aspettava necrofilo e quindi contento di avere una sposa cadavere 🤣

Interpretazione del suicidio di Maude

Questo è il punto di rottura definitivo. Maude decide di andarsene nel momento della massima fioritura e questo non è un errore di calcolo, ma è l’affermazione di un centro di gravità permanente.
Lei insegna ad Harold che la presenza non si nutre di possesso (che è conservazione, cioè sonno), ma di transitorietà. Parla della nascita di un osservatore (Harold) che, attraverso la perdita dell’unico polo di risonanza (Maude), è costretto a trovare la propria vibrazione interna. Harold non sente più il bisogno di fingere la morte, perché ha smesso di simularla, per iniziare a testimoniare la propria esistenza.

Analisi del contesto storico

Nel 1971, il mondo occidentale era in fiamme ed in espansione collettiva: la guerra in Vietnam, la rigidità delle istituzioni, la simmetria soffocante della morale borghese.
Il Rifiuto della funzione, Harold incarnava il fallimento del “sogno” programmato. È il primo grande personaggio cinematografico che preferisce la morte alla partecipazione passiva a una recita.
In un’epoca che cercava risposte politiche, il film ne diede una esistenziale: la libertà non è un sistema diverso, è un Atto Individuale. Ha segnato un’epoca perché ha insegnato a una generazione che si può ridere davanti al plotone d’esecuzione della conformità.
Harold e Maude ci dice che solo chi accetta la fine può iniziare il lancio.

Dure Critiche al Film

  • Bisogna onestamente annotare che il film è troppo criptico e non molto chiaro nell’obbiettivo di invitare lo spettatore ad un risveglio della sua coscienza. Harold e Maude fallisce nell’ispirare una chiara presa di consapevolezza, dove invece FightClub centra pienamente l’obbiettivo.
    FightClub canalizza una ribellione interna e personale nella lotta collettiva e strutturata al sistema, mentre H. & M. la confina alla mera soddisfazione del proprio bisogno di trasgredire.
    Non estende, ma rimane una presa di coscienza personale ed innocua, quindi senza un fine sociale realmente costruttivo che lo spettatore possa cogliere ed interiorizzare facilmente.
  • Maude è chiaramente una persona tossica e deleteria, da tenere alla larga, ma in quello specifico frangente, utile per Harold. Infatti, al netto dello Shock subito, gli ha permesso di prendere in mano la sua vita e passare da una condizione passiva ad una attiva.
    Nonostante la poesia della trama, rimane una consecuzione di eventi surreale. Perché chi è Harold difficilmente troverebbe guarigione in una Maude, ma Ashby in fondo dev’essere stato un grande ottimista.

Scene CULT

  • Bella la scena dove ci fanno credere dell’avvenuto suicidio del ragazzo, con il lancio nello strapiombo della sua autovettura. Simboleggia pienamente il dramma di Harold per la morte di Maude, ma anche la sua rinascita.
    Lo Jaguar-carro è una metafora. Non esprime solo il suo “gusto per l’orrido” (come dice la madre alla cena dell’inizio del film), ma, simbolicamente, proprio il trasporto di un morto, cioè di Harold stesso. Descrive un paradosso, la sua oscillazione tra morte e vita, nel tentare di scatenare la seconda dalla prima.
    Ciò che Harold apprende davvero da Maude è che la morte ha valore solo quando c’è una vita alle spalle, e soprattutto, quando è la vita stessa che si esprime in lei. Maude vive anche nella morte, in un certo senso, cercando di sostituirsi ad essa, attraverso il suicidio programmato.
  • Il lancio del regalo nel lago.
    Col senno di poi è chiaro anche perché Maude butta il regalino di Harold, tanto non se lo sarebbe portata nella tomba, e forse è proprio lì il malinteso che li unisce.
  • Colonna sonora più apprezzata 🎶

Cosa ci insegna il film?

Sicuramente che l’amore tossico non ha età 😂
Ma anche a preferire la ribellione, se possibile, rispetto alla acritica accondiscendenza.
Oggi siamo tutti un po’ Harold. Viviamo vite ottimizzate, profili social curati, performance costanti. Il film ci urla che l’unico modo per essere “Vetro e Vita” è abbracciare il Disordine Creativo. La follia sana.
Ci ricorda che il senso di pienezza e di vuoto esistenziale, o l’indifferenza, determinano l’esistenza di ognuno di noi.

Un ringraziamento a Mike Boom, Ste Zaltron, Grappa, Mar Mas e Giove per aver contribuito con i loro pensieri alla stesura di questa critica ed analisi al film Harold e Maude.
Se volete unirvi a noi per il prossimo dibattito questa è la porta:

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