INSIDIE UNIVERSALI – Il Progresso scientifico

Mike

Gennaio 25, 2026

Quinto ed ultimo episodio di insidie universali, che faranno morire male l’umanità 😂
Nella precedente puntata abbiamo parlato di una morte da impatto celeste, in quest’ultima invece approfondiremo il rischio di estinzione che porta con se il progresso Scientifico Tecnologico e del perché esso, è anche ironicamente l’unica chiave di salvezza.

1. I rischi del Progresso

Il progresso tecnologico, con relativo ed ineluttabile mutamento sociale, è da sempre temuto.
Molte e controverse sono le opinioni che su esso sono state date nel corso della storia. Per citarne una:
La fiumana del progresso (concetto ideato dallo scrittore Giovanni Verga nel 1881) rappresenta il progresso, tramite una figura retorica, come un corso d’acqua che scorre impetuoso e travolge chiunque gli si opponga. Questo flusso inarrestabile attua una sorta di selezione naturale a spese di chi persegue la via delle vecchie tradizioni. Non solo, esso infatti prima o poi travolgerà, affondandoli, anche i momentanei vincitori che lo navigano tranquilli sulla superficie.
Il progresso viene percepito come una forza inarrestabile ed indefinita che alla fine soggiogherà qualunque uomo, sia che ne sia contrario che favorevole.
Come lui molti altri intellettuali si sono schierati contro l’avanzamento tecnologico indiscriminato, vedendone il recondito lato negativo e potenzialmente apocalittico per il genere umano.
Pensiamo al nucleare, Hiroshima, Nagasaki, Chernobyl.

2. La necessità del progresso

Il progresso tecnologico in realtà è l’unica e sola forza della specie umana. La capacità di evolversi tecnologicamente è necessaria per porre rimedio al vero grande problema della vita tutta sulla terra, la sua, apparentemente irreversibile, situazione di passività nei confronti dell’universo.
Esso infatti sfugge completamente alla ragione e al controllo dell’uomo, diventando così una potenziale minaccia per la sopravvivenza dello stesso. Ancor più del pericolo di se stesso, come invece ad esempio afferma Verga per mettere in guardia dai pericoli del progresso.
Alcune minacce già scoperte o ipotizzate provenienti dall’universo sono: Meteoriti e asteroidi di dimensioni medie che la nostra arcaica tecnologia non è ancora in grado di individuare in tempo; l’allontanamento della fascia abitabile; il collasso della nostra stella; lo scontro tra galassie; la fine ultima dell’Universo.
Il nostro tempo è limitato per poter provare a salvarci da tutto questo.

Dialogo immaginario tra un Uomo libero (Abramo) ed uno virtualmente incatenato (Biagio):
Dialogo immaginario tra un Uomo libero (Abramo) ed uno virtualmente incatenato (Biagio):

A) Qual è il principale problema di ogni essere vivente?
B) La sopravvivenza.
A) Se prendiamo in esame solo una specie vivente, l’uomo, il suo fatale problema rimane il medesimo?
B) Si, è ovvio.
A) E cosa può causare il realizzarsi, più di qualunque altra cosa, dell’estinzione della sua specie?
B) Mmm..penso che l’uomo sia il maggior pericolo per se stesso.
A) Errato amico mio; pensa a qualcosa di più grande, che non sia finito come l’essere umano ma ben si infinito, che sia illeggibile e incontrollabile al momento, che può spazzarci via dal creato per pura casualità. Riesci a vederlo adesso?
B) Si, come ho fatto a non pensarci prima.. è l’universo stesso che minaccia le nostre fragili esistenze con il solo muoversi dei suoi meccanismi.
A) Esatto.
B) Ma allora siamo destinati ad estinguerci come futili organismi viventi?
A) Adesso sei tu che mi interroghi. Ebbene la risposta è probabilmente si, ma c’è sempre la possibilità di cercare una via di salvezza.
B) E qual è questa via? Ti prego dimmelo!
A) Sai cosa si oppone all’ignoranza?
B) La conoscenza!
A) E sai cosa svela i pericoli dell’ignoto?
B) Sempre lei! La conoscenza dei pericoli!
A) E quindi, qual è il mezzo che porta alla conoscenza dei pericoli ignoti dell’universo?
B) Il progresso!
A) Esatto.
B) Ed esso come lo si può elevare fino a farlo diventare salvezza?…
A) Non si può.
B) Come?! E allora tutto quello che hai detto a cosa è servito?!
A) Ascoltami mio poco attento amico. Il progresso non è la chiave della salvezza, ma solo una sommaria indicazione di dove essa possa essere. L’avanzamento tecnologico svela i pericoli ma non necessariamente la soluzione per eliminarli, quella forse arriverà nel tempo, se di tempo ne rimarrà a sufficienza. (L’uomo senza catene a questo punto volta le spalle al suo interlocutore e si accinge ad andarsene).
B) Aspetta ti prego, fatti porre un’ultima domanda..
A) (L’uomo in cammino si ferma e si volta verso chi lo chiamava, senza dire una parola).
B) Come si deve comportare l’uomo per evitare che il tempo finisca?
A) ……. L’umanità………..
dovrebbe vivere senza ostacolarsi e sprecare risorse in inutili battaglie fisiche ed economiche contro se stessa,
dovrebbe ritrovare una coscienza di specie che combatte unitamente per la propria sopravvivenza, senza però entrare nel caos dell’unione forzata delle diversità.
L’unico sistema organizzativo che può permettere tutto ciò, è un governo internazionale di tipo confederale.

(Finita la frase, l’uomo si mise in cammino verso l’orizzonte).
B) (Per la mole di informazioni apparentemente incomplete che ricevette sentí il bisogno prima di ogni altra cosa di fermarsi, per un attimo, a riflettere).

Progresso: Morte e Salvezza

Il progresso paradossalmente è sia il fenomeno che dovrebbe minare la nostra esistenza e sia l’unico strumento
che potrebbe condurci alla salvezza.
Se credi che fermare il progresso possa salvare l’uomo da se stesso aspettati che esso perisca per mano dell’ambiente.
Se invece inciti il progresso prenditi in carico l’ipotetica natura suicida umana e cerca con tutti i mezzi di far
sopravvivere la tua specie!

3. La velocità del progresso

Il progresso tecnologico umano procede a velocità crescente. Non è una legge fisica, ma una tendenza storica ben documentata. L’idea chiave è che le nuove tecnologie nascono combinando quelle precedenti, quindi più strumenti abbiamo, più velocemente ne creiamo di nuovi.
Crescita esponenziale però non significa infinita.
A) Limiti fisici. Energia: chip, data center e AI consumano quantità enormi di elettricità. Materiali: silicio, terre rare, rame non sono infiniti. Miniaturizzazione: non puoi scendere sotto certe scale senza entrare nel regime quantistico.
B) Limiti biologici e cognitivi umani: apprendiamo lentamente rispetto alle macchine; abbiamo limiti di attenzione, memoria, stress; prendiamo decisioni emotive. La tecnologia accelera più velocemente di quanto l’uomo possa adattarsi. Questo crea alienazione, ansia tecnologica e disuguaglianze cognitive.

Nello stile della rubrica, faccio solo un accenno al nuovo pericolo mortale all’orizzonte per l’umanità, la Singolarità Tecnologica. Essa si verificherà quando ad un certo punto l’intelligenza artificiale migliori se stessa più velocemente di quanto l’uomo possa comprenderla.

4. Un giusto avanzamento Tecnologico

Come conclusione vi propongo una riflessione sulla possibilità di avere un giusto ed ottimale avanzamento tecnologico.
L’uomo carismatico ha il potere di far vivere bene il mondo, quello intelligente, invece, di farlo progredire.
L’uomo carismatico senza quello intelligente regnerà su una realtà statica e priva dell’unica forza dell’uomo, il progresso.
L’uomo intelligente senza il supporto di quello carismatico non potrà espletare al meglio e al massimo il suo vitale compito per il genere umano.
La necessaria coesistenza dei due è dovuta dalle difficoltà dell’umanità nel capire se stessa e dalla sua recondita limitatezza. Questi difetti non permettono alle moltitudini di avere un quadro effettivamente più ampio della realtà e di come l’uomo si dovrebbe comportare per favorire la sua specie.
Questo ci porta ad ostacolare chi ha veramente la possibilità di salvaguardare noi stessi dall’estinzione; e di esempi ne è coricata la storia, uno è la chiesa ai tempi di Galileo Galilei.
Riassumendo il concetto. L’uomo carismatico ha il compito di fornire gli strumenti e la tranquillità all’uomo intelligente, così da permettergli la piena autonomia nello svolgimento del suo vitale compito.
Nei tempi moderni gli ostacoli al progresso sembrano derivare in primo luogo dal valore che si è voluto dare alla
conoscenza, il valore del mercato.
Ormai cerchiamo solo di riconoscere quello che ci può tornare immediatamente ed economicamente più utile, senza dare il loro reale valore alle cose.
La plutocrazia è il primo cancro maligno da asportare a questa umanità. Il secondo è rappresentato da un’eccessiva morale o da un’assenza totale di essa.
Perché nessuna morale trova sfocio nei comportamenti opportunisti del mercato; una morale troppo rigida ed intransigente, invece, blocca il progresso.
La salvezza sta nel cambiamento ed esso deve avvenire nella natura di ogni singola persona, la quale sceglierà, aimé autonomamente, se spezzare o no le proprie catene.

Recupera gli episodi precedenti della rubrica Insidie Universali: