Nirvana, Recensione Cineforum

Mike

Gennaio 22, 2026

Questa recensione è il risultato della riorganizzazione argomentativa di un dibattito da Cineforum sul film Nirvana, avvenuto sul canale Telegram  di  Metropolis. Se volete unirvi all’iniziativa trovate le Info in fondo.

Nirvana è un film dalla narrazione lenta, che vuole impressionare lo spettatore con le sue conturbanti ambientazioni cyberpunk. Descrive una realtà dove una società multirazziale, ghettizzata e militarizzata ha abbracciato totalmente il modello Transumanista. Tra uomini e macchine ormai c’è un legame indissolubile, quasi simbiotico, rendendo sempre più sottile la differenza tra esseri umani e Robot.

Rappresentazione del Transumanesimo di Nirvana

Si potrebbe pensare che Nirvana non sia altro che un Matrix dei poveri, una pellicola dall’intento parodistico, ed invece il regista Salvatores è arrivato prima dei Wachowski. Ancora oggi questo dettaglio di essere precursore del genere viene trascurato. Possiamo vedererci anche un po’ di Ghost in the Shell negli abiti della ragazza dai capelli blu, Naima.

Nel film, a causa di un virus informatico, una AI prende coscienza di esistere e spinge il protagonista ad eliminarla, per lenire la sofferenza di aver scoperto di non vivere in un mondo reale.
Già a questo punto della pellicola sorgono alcuni importanti interrogativi.

Partiamo dall’assunto che avere una coscienza di esistere trasforma un freddo calcolo matematico, incosciente, in vita a tutti gli effetti. È qualcosa di straordinario se vi fermate un attimo a rifletterci.
Questa nuova vita assapora un mondo in teoria finto, ma che per essa che lo vive è reale e concreto.
Perché presa coscienza di essere, che possiamo considerarlo come un nascere, la prima cosa che chiede è quella di morire?
Deve per forza essere reale un mondo per poter apprezzare la vita, per poter ringraziare di essere venuti al mondo?
Come in Matrix, c’è anche qui chi presa coscienza della finzione del proprio mondo rifiuta la realtà, preferendo una dolce bugia ad una cruda verità.
Anche se c’è da farsi sorgere il dubbio che un AI non cosciente, come la prostituta del gioco, possa davvero scegliere se credere o no ad un informazione al di fuori della programmazione del gioco?
Da quest’ultima domanda sorge anche un secondo interrogativo.
Siamo sicuri che l’AI Abatantuono(Solo) sia realmente cosciente?
Come può un virus informatico dare la Vita? E se fosse stato molto più plausibilmente solo una simulazione di coscienza, per boicottare il gioco colpendo la fragile mente del suo creatore Jimi?
Gli autori di Nirvana hanno trattato il tema della coscienza, e quindi della nascita di vera e propria vita da semplici bit, in modo alquanto superficiale. Forse il minutaggio ridotto non ha consentito di sviscerare al meglio i vari temi trattati, ad esempio quello dell’AI Solo, costretto a vagare in un Samsara digitale; oppure il Tema se sia giusto o egoista andare a morire lontano dalle persone che ti amano.

Solo, AI cosciente, che cerca di far prendere coscienza ad un'altra AI.

È stato molto piacevole vedere questo prodotto italiano all’avanguardia con i temi odierni, anche se in confronto a Matrix può sembrare fatto in un garage di casa; carini anche gli effetti speciali.
Diciamo che lo stile di Abatantuono cozza un pò col genere, ridando indietro un risultato alquanto esilerante. Una dissonanza che comunque colpisce solo noi italiani abituati a vederlo in vesti comiche.
Segnaliamo anche che nell’underground italiano anni 90, la cultura cyberpunk era molto attiva, sia a livello di “ricerca” che di laboratori culturali. Esistevano realtà come il Livello 57 di Bologna, la scena rave romana, i Mutoid Waste Company. Il regista Salvatores potrebbe averne attinto a piene mani.
Chicca musicale: ci sono due pezzi dei NOFX nella colonna sonora, entrambi tratti da “Punk in drublic”, pietra miliare del punk rock americano di fine anni 90.

Il finale è emblematico, volutamente ambiguo. Jimi riesce a penetrare nel sistema centrale per cancellare Nirvana. Durante questa sequenza:

  1. Solo “muore”, la sua coscienza digitale viene eliminata.
  2. Il mondo virtuale collassa.
  3. Jimi si lascia andare e non è del tutto chiaro se muoia fisicamente, se si fonda con il sistema o se compia una sorta di suicidio simbolico. L’ultima immagine è quella di un passaggio verso una luce, un dissolversi che richiama più una liberazione che una fine tragica.

La scena più bella secondo i partecipanti del Cineforum, con il 67% delle preferenze:

Scena di Nirvana più votata dal Cineforum.
Naima in un momento intimo con Gimi 😂

Un ringraziamento a Mike Boom, Grappa, SSIS per aver contribuito con i loro pensieri alla stesura di questa critica ed analisi al film Nirvana.
Se volete unirvi a noi per il prossimo dibattito questa è la porta: