Questa recensione è il risultato della riorganizzazione argomentativa di un dibattito da Cineforum sul film Gravity, avvenuto sul canale Telegram di Metropolis. Se volete unirvi all’iniziativa trovate le Info in fondo.
Gravity ha una narrazione adrenalinica ed immersiva, guardandolo sembra di essere dentro la capsula, e allo stesso tempo contento di non esserci davvero.
Dal lato grafico è pazzesco e ci regala panorami spaziali mozzafiato.
Questi sono i suoi più grandi pregi che lo rendono un Film molto gradevole, ad una prima visione.

Le criticità che invece fanno storcere il naso sono tutte ascrivibili all’assoluta stupidità di alcune scelte dei protagonisti:
- La dottoressa Ryan ha pochissimo ossigeno, per quale caspita di motivo Kowalsky continua a farla parlare anziché, farla andare in completo risparmio energetico eccezion fatta per il solo canale uditivo? Se l’obbiettivo è farla rilassare può ascoltare la voce di Kowalsky senza emettere un fiato che sia strettamente necessario. Ryan non dovrebbe essere una bambina inesperta, ma un’astronauta addestrata ai massimi livelli.
- Kowalsky arrivato nei pressi della stazione spaziale russa attiva il Jetpack a tutto Gas.. ma che bisogno c’era?
Sei già in moto, usa le riserve di carburante solo per direzionarti correttamente ed accelerare quel che basta, per poi frenare con una leggera propulsione contraria quando sei a qualche metro dalla stazione. Invece no, al nostro irreprensibile capitano Matt gli scorreggia il cervello e diventa improvvisamente un kamikaze 😂
Non ditemi che l’ha fatto perché alla povera dottoressa gli mancava l’ossigeno e non c’era più tempo, perché innanzitutto avrebbe dovuto evitare di farla parlare per tutto il viaggio. - Kowalsky si sacrifica, ma non smette di far perdere tempo a quell’altra cima della dottoressa Ryan. Lei a corto di ossigeno continua a stazionare, invece di muoversi, per parlare con il suo capitano diretto alla deriva. Qui c’è da rivedere completamente l’addestramento della NASA.

Non usciamo dalla fase di critica aspra alla pellicola, ma ci adentriamo solo nella parte più comica e meno disturbante:
La dottoressa Ryan, dopo tutte le peripezie che affronta, com’è possibile che abbia solo la fronte un po’ sudata?
È sempre profumatissima, nonostante tutti i detriti, troppo pulita, poco contusa…
Per come sarebbe dovuta apparire realisticamente, in confronto, sembrava essere uscita da una spa, con pure le sopracciglia ad ali di gabbiano.
Ok, l’occhio vuole la sua parte.
Doveva essere bella da guardare non realistica, avranno pensato gli autori.
Clooney, con quel fare da tutto sotto controllo, non è stato molto credibile quando l’ha mantenuto anche mentre andava alla deriva spaziale, dicendoci sorridente “va tutto bene”.
O è un grandissimo bugiardo o è un Robot.
Questo suo atteggiamento costantemente serafico, anche nel momento della morte, però lo rende un personaggio particolarmente iconico.
A me è piaciuto molto, voglio essere come lui 😂
Annotiamo anche la frecciatina alla Russia, un classico di Hollywood, che negli anni l’ha attaccata costantemente. Se ne potrebbe fare un articolo a parte per tutte le volte che è successo.
Nonostante questi piccoli appunti critici il personaggio di Kowalsky mi piace molto, mi ricorda la forza inossidabile espressa dal protagonista di Sopravvissuto – The martian. La dottoressa Ryan invece piange e si dispera continuamente durante gli eventi di crisi, peggiorando ulteriormente la sua situazione. Se The Martian mi ha insegnato qualcosa (leggete la recensione sul Blog di Metropolis https://metropoliscircle.it/sopravvissuto-the-martian/) è che non bisogna mai arrendersi, mai buttarsi giù, anche quando gli eventi ci sembrano ineluttabili, perché solo così si può pensare di scalare un’intera montagna a mani nude. Ti puoi permettere un pianto solo quando il resto non dipende più da te.
Fortunatamente la dottoressa alla fine torna sana e salva sulla terra 🌎 in uno spettacolare atterraggio fiammeggiante che delizia le nostre pupille, e siamo contenti così.
Un ringraziamento a Mike Boom, Grappa, l’avvocato e Simone per aver contribuito con i loro pensieri alla stesura di questa critica ed analisi al film Gravity.
Se volete unirvi a noi per il prossimo dibattito questa è la porta: