Questo articolo Recensione è il risultato della riorganizzazione argomentativa di un dibattito da Cineforum sul film Inception, avvenuto sul canale Telegram di Metropolis. Se volete unirvi all’iniziativa trovate le Info in fondo.
Inception è un film spettacolare e coinvolgente, dal ritmo frenetico, impeccabile dal punto di vista della sceneggiatura e della regia. C’è però un Ma, una macchia scura in questo quadro uniformemente bianco. Un finale alquanto dubbio, che si trasforma nella questione cruciale per la sentenza di valutazione globale del film. Grande capolavoro o bel tentativo, fallito, di esserlo?
La domanda delle domande che sorge ad ogni spettatore arrivato ai titoli di coda è: Cobb si trova ancora dentro il sogno o ne è uscito?
Ragioniamo su un ipotetico finale che lo veda intrappolato negli strati più profondi dell’illusoria realtà creata dal sognatore. Senza parafrasi possiamo affermare che si tratta di un Finale, veramente orribile. Pessimo perché apre una serie di interrogativi difficilmente risolvibili:
▪︎Al quarto livello del sogno ci è rimasto così a lungo da essersi scordato di essere in un mondo immaginario?
▪︎Il giapponese che gli ha commissionato il lavoro, infine, non lo ha liberato o si è semplicemente scordato di averlo fatto?
▪︎Ragionando invece sulla possibilità che lo avesse trovato e liberato, non è chiaro perché il giapponese sia tornato indietro nella realtà e Cobb no..
L’altra teoria, che invece assicura Cobb libero dal sogno, viene sostenuta da una serie di prove:
1) la trottola ha tremato per un attimo, prima dello stacco che segna la fine del film. Nel mondo dei sogni ruota perpetuamente e senza sbalzi, quindi, è nel mondo reale.
Necessario aggiungere che il Totem di Cobb è l’anello nuziale. Quando sogna ce l’ha sempre, quando è sveglio invece no. Nella scena finale non lo possiede.
Nolan non ha mai ufficializzato quale delle due ipotesi di finale fosse quella corretta ed in un’intervista ha confermato che l’ambiguità è parte integrante del film.
È arrivato il momento di occuparsi dell’elefante nella stanza:
Perché Cobb, anziché osservare la moglie impazzire giorno dopo giorno, non ha provato a fargli un ulteriore innesto di idea?
1) Proviamo a scagionarlo:
L’innesto è riuscito facilmente solo perché erano in profondità, nel limbo (4° livello in su). È rischioso ritornarci e rifarlo avrebbe richiesto tanta preparazione, senza avere nessuna garanzia di successo. L’idea innestata nel Limbo l’aveva completamente corrotta, come un virus in un computer, rientrare dentro per sistemare il danno doveva essere sembrato impossibile.
Può essere anche che non se ne sia reso conto. Dopo 50 anni dentro un sogno, usando un eufemismo, chiunque ne sarebbe uscito alquanto stressato. Probabilmente se ne è accorto troppo tardi che l’idea innestata la stava letteralmente mangiando dall’interno.
2) Proviamo ad incriminarlo:
Gli ha fatto credere di non essere nel mondo reale facendo girare in modo perpetuo il Totem trottola nel suo inconscio.
Tanto per iniziare, non poteva rientrare nell’inconscio della moglie e semplicemente bloccare la rotazione del Totem? Poi, tornato nel mondo reale, far girare il Totem della moglie alla sua presenza? Esso si sarebbe fermato da solo, forse convincendola di non essere più in un sogno. Non so, magari era troppo impegnato per tentare di salvarla 😂
Anche qualora l’impresa di doppio innesto fosse sembrata impossibile, non avendoci mai provato, come poteva essere certo che non avrebbe funzionato?
Forse è stato un po menefreghista e superficiale.
Diciamo anche che non poteva non accorgersi che l’idea innestata stava letteralmente mangiando dall’interno la sua consorte. Sua moglie accarezzava coltelli paventando l’idea di uccidersi e non riconosceva più i suoi figli come reali. Cobb che sapeva di aver fatto l’innesto deve essere stato un po tonto per non accorgersi della gravità della situazione.
3) Diciamo che per sciogliere la questione gli autori del film avrebbero dovuto inserire un piccolo Flashback di fallimento del secondo innesto, così da togliere ogni dubbio.
A voi piace più la versione della Difesa o dell’Accusa? Vestite i panni del giudice ed emettete la vostra personale sentenza.
Chiudiamo con un’esposizione dei messaggi profondi analizzabili all’intero del film. Diciamo subito che esso non ne brulica, se paragonato ad altri grandi capolavori. Facendo però uno sforzo di traslazione del pensiero se ne può indicare uno in particolare:
Qual è il parassita più pericoloso per la mente umana?
Un’idea radicata negli strati più profondi.
Nel film ce la raccontano come l’innesto d’idea che fa Cobb a sua moglie e che la porta alla morte. Però possiamo ricavarne anche un senso profondo al di fuori della pellicola.
Indirettamente questa visione di un’idea radicata e tossica, per l’individuo, potrebbe rappresentare le ideologie radicali.
Quelle delle religioni, dei partiti politici, ecc.. alle quali si crede per fede. Idee che neanche più il senso critico ha possibilità di scalfire.
Idee che possono portare ad aberrazioni, ma anche ad essere immuni alla corruzione.
Chi oggi morirebbe per un’idea?
Come per esse morirono i cristiani ai tempi dell’impero Romano o i grandi condottieri in tempi antichi.
Quasi nessuno ad esclusione degli Islamici. Questa povertà di ideali rende la nostra società Occidentale irrimediabilmente marcia e corrotta.
Altri messaggi che si possono cogliere:
1) Quello che osserviamo tutti i giorni è solo una facciata. L’inconscio è letteralmente l’iceberg che sta sotto la superficie del mare. Con tutti i nostri traumi, i nostri sogni, i bisogni e le nostre paure. Siamo molto più suscettibili alla realtà inconscia di quanto crediamo.
2) Il film ci porta a riflettere su quanto conti davvero che qualcosa sia reale o meno, se è la mente a crederlo vero. Sulla base di questo ragionamento, il mondo idilliaco che Cobb e sua moglie avevano creato perché dovrebbe essere finto? Al nocciolo quel che conta davvero è la nostra percezione. Anche la realtà che percepiamo, tutti noi come tale, la viviamo grazie all’interpretazione mediata dai nostri sensi. Non siamo immersi in una realtà oggettiva, ma solo in una fumosa interpretazione di essa.
Un esempio è l’esperimento della doppia fenditura, in cui un fotone è un’onda o una particella a seconda che ci sia o meno un osservatore.
A rafforzare questa idea ci pensa lo stesso Nolan che, In un discorso alla Princeton University del 2015, afferma che nel finale Cobb non guarda più il totem (la trottola) perché non gli interessa più sapere se è in un sogno o nella realtà. “non gliene importa più”, è con i suoi figli, nella sua “realtà soggettiva”.
3) Si può estrapolare anche una denuncia indiretta alla malevola propensione dell’umanità a voler ingannare e manipolare il prossimo. Giochiamo con le menti delle persone, con presunzione pensiamo di sapere cosa sia meglio per esse, arrogandoci diritti, manipolando con supponenza ed egoismo. Una vera e propria Induzione fraudolenta di intenti.
Un ringraziamento a Mike Boom, The Man On the Chair, TheGamer97, Galed e l’Avvocato per aver contribuito con i loro pensieri alla stesura di questa critica ed analisi al film Inception.
Se volete unirvi a noi per il prossimo dibattito questa è la porta: