Oggi parliamo di una storia italiana che sembra la trama di un film di spionaggio di quelli seri: l’attentato a Enrico Mattei. È una di quelle vicende oscure che, anche a distanza di decenni, ci fa chiedere: “Ma chi è stato?”.
Perché, vedete, quando un uomo si fa così tanti nemici potenti, la lista dei sospettati diventa lunghissima. Ovviamente non abbiamo prove certe di quanto sta per essere descritto. Ma, a parer di chi scrive, è la migliore ricostruzione degli eventi mai fornita.
🚀 Prima di tutto: Chi era Enrico Mattei?
Mettetevi comodi, perché Mattei non era un manager qualsiasi.

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, l’Italia era in ginocchio. A Mattei, figura complessa e sicuramente particolare (membro in gioventù del PNF e poi partigiano vicino alle aree cattoliche e, dopo la guerra, al PCI), viene dato un compito semplice: “Senti, abbiamo questa compagnia petrolifera statale, l’Agip, che è messa male. Per favore, falla a pezzi e venditela (liquidala)”.
Ma Mattei, che al di là delle etichette politiche (e non era certo un comunista nel senso odierno del termine) aveva ben chiaro il significato di “Patria” e il benessere del suo Popolo, cosa fa? Esattamente il contrario.
Non solo si rifiuta di smantellare l’Agip, ma capisce che l’energia è la chiave per l’indipendenza dell’Italia. Fonda così l’ENI (Ente Nazionale Idrocarburi) e si lancia in una missione: dare all’Italia un’autonomia energetica.
In pratica, voleva che l’Italia contasse davvero qualcosa sullo scenario mondiale. E per farlo, doveva andare a prendersi il petrolio.
🌍 Il “Cattivo” che sfidò il Club dei Potenti
Negli anni ’50 e ’60, il mondo del petrolio non era un mercato libero. Era un club esclusivo, un cartello dominato dalle famigerate “Sette Sorelle”. Parliamo dei giganti come BP, Shell, Exxon (allora Esso), Mobil… Loro facevano le regole.
La regola principale era semplice: l’accordo “50/50”.
Se trovavano il petrolio in un paese (tipo in Medio Oriente), facevano: 50% dei profitti a noi (le compagnie), 50% a te (il paese produttore).
Poi arriva Mattei. Lui era un eretico, un guastafeste.
Va dai paesi produttori (Iran, Egitto, Libia) e lancia la sua “Formula Mattei”: “Io vi do il 75% dei profitti”.
Capite il casino? Mattei stava scardinando il sistema, dando più potere (e più soldi) ai paesi del Terzo Mondo.
Non solo. Visto che le Sette Sorelle gli facevano la guerra, lui andò a comprare petrolio a basso costo pure dall’Unione Sovietica, rompendo di fatto l’embargo del blocco occidentale.
Enrico Mattei si stava comportando da “battitore libero” e stava sfidando, da solo, tutti i padroni del mondo contemporaneamente.
Il 27 ottobre 1962, il suo aereo privato precipita a Bascapè, vicino Pavia. Ufficialmente, un incidente. Ma quasi nessuno ci ha mai creduto.
E allora, cui prodest? (A chi giova?)
🕵️♂️ Analizziamo i sospettati (e i moventi)
Immaginiamo di essere detective. Chi c’era sulla lista nera di Mattei? Praticamente TUTTI.
1. Il Fronte Inglese (e Americano): I Padroni del Cartello
Per gli inglesi e gli americani, Mattei era un disastro economico.
- Il Movente: Difendere le Sette Sorelle. La loro potenza si basava su compagnie come BP e Shell. La “Formula Mattei” del 75/25 era una minaccia mortale. Gli sceicchi iniziavano a chiedere: “Perché a BP devo dare il 50% se l’italiano mi offre il 75?”. Rischiava di far crollare tutto il sistema.
- L’Ipotesi: Un’operazione “coperta” dei servizi segreti (MI6). Non un ordine ufficiale, ma un modo per rimuovere l’ostacolo, farlo sembrare un incidente e riportare l’Italia “ribelle” all’ovile.
2. Il Fronte Francese: I Cugini Furiosi
Se per gli inglesi era una questione di soldi, per i francesi era una questione di guerra.
- Il Movente: La Guerra d’Algeria. Nel 1962, la Francia stava combattendo una guerra sanguinosa per tenersi l’Algeria, che considerava parte del suo territorio. Nel Sahara algerino c’era un sacco di gas e petrolio.
- L’Affronto di Mattei: Mattei fece una cosa che Parigi considerò un tradimento intollerabile: Stava già facendo accordi con i leader ribelli per sfruttare il gas algerino dopo l’indipendenza. In pratica, finanziava i nemici della Francia per “rubargli” le risorse.
- L’Ipotesi: Per i francesi, Mattei era un nemico di guerra. L’attentato potrebbe essere stato studiato dei servizi ufficiali (SDECE) o, ancora più probabile, della temibile OAS: un gruppo terroristico di militari francesi ultra-radicali, contrari all’indipendenza algerina ed espertissimi di esplosivi e sabotaggi.
3. Il Fronte Saudita: Gli Alleati Nervosi
Qui la cosa si fa complessa. Nel 1962, l’Arabia Saudita non era il colosso di oggi. Dipendeva totalmente dal consorzio americano ARAMCO (le Sorelle USA) e aveva due paure assolute: il comunismo ateo e il nazionalismo arabo (come quello di Nasser in Egitto).
Mattei, per loro, era un eretico che minacciava entrambi.
- Movente 1 (I Sovietici): Mattei comprava petrolio dall’URSS. Per i sauditi, questo era un doppio incubo:
- Economico: Il petrolio sovietico, venduto sottocosto, faceva crollare i prezzi mondiali, minacciando le loro entrate.
- Ideologico: Ogni barile comprato da Mattei finanziava il “nemico ateo” di Mosca.
- Movente 2 (Il Cattivo Maestro): I sauditi stavano bene con l’accordo 50/50 e la protezione USA. La formula 75/25 di Mattei creava solo caos, alimentava i nazionalisti (come Nasser, nemico di Riyadh) e destabilizzava il loro mondo sicuro.
- L’Ipotesi: I sauditi non avevano la capacità di fare un attentato in Italia. Ma avevano il telefono. L’ipotesi è che abbiano usato il loro unico vero canale: gli Stati Uniti. Avrebbero detto ai loro partner americani: “Quest’uomo finanzia il comunismo e arma i nostri nemici. È un problema vostro e nostro. Va fermato.”.
🎬 La Teoria del “Film”: Un Cocktail Letale
Quindi, chi è stato?
Il punto di vista più accreditato secondo chi scrive non è quello di un singolo mandante, ma di una “convergenza di interessi letali”. In pratica, un lavoro di squadra.
Funzionerebbe così:
- La Pressione (Sauditi -> USA): I sauditi non chiedono agli americani di fare l’attentato, ma di lasciar fare. Si assicurano che gli USA, i protettori dell’Occidente, si voltino dall’altra parte e non proteggano Mattei.
- L’Intelligence (Francia): I francesi (OAS o SDECE), che hanno il movente più “viscerale” (l’Algeria), forniscono le informazioni logistiche: i piani di volo, gli appuntamenti, i dettagli dell’aereo.
- L’Esecuzione (Regno Unito): L’MI6 (i servizi inglesi), che vogliono proteggere l’impero economico delle Sette Sorelle, agiscono come braccio operativo. Forti delle informazioni francesi e (grazie ai sauditi) sicuri che gli americani non interverranno, eseguono materialmente il sabotaggio.
E gli Americani?
Molti si chiedono: “Perché non la CIA?”.
Beh, pensiamo che gli americani abbiano semplicemente dato il “lascia passare”, il via libera. Hanno lasciato che gli alleati europei, molto più arrabbiati, si sporcassero le mani.
Diciamocelo, se fossero stati gli americani a farlo direttamente, probabilmente sarebbe stato molto più “cinematografico”.
Non sarebbe stato un guasto misterioso in volo. L’aereo sarebbe saltato per aria al momento dell’accensione, sulla pista, con tanto di voce narrante fuori campo che diceva: “Hasta la vista, baby”.
Mattei è morto perché aveva sfidato tutti, contemporaneamente. E in quel mondo, non c’era spazio per un uomo così libero.