V per Vendetta – Recensione Cineforum

Mike

Febbraio 22, 2026

Questa recensione è il risultato della riorganizzazione argomentativa di un dibattito da Cineforum sul film V per Vendetta, avvenuto sul canale Telegram di Metropolis. Se volete unirvi all’iniziativa trovate le Info in fondo.

V per Vendetta è un’opera d’arte fatta film.
A partire dalla narrazione, che ricorda quasi una poesia quando accompagnata dalle soavi prose del nostro protagonista V.
Bella la sceneggiatura e magistrale l’esecuzione dei suoi intenti: trasmettere la cupezza e il senso di soffocamento di chi vive sotto una dittatura. Il film è estremamente efficace nel dipingere la drammaticità del quotidiano di chi, per sopravvivere, è costretto a conformarsi al pensiero della maggioranza e ai dogmi imposti dall’alto. Restituisce quasi in ogni sua parte una sensazione di oppressione, rendendo tangibile la paura di chi si sente costantemente osservato.

Chi è V?

Un’esperimento da laboratorio riuscito di potenziamento umano, un deportato politico divenuto cavia segreta di uno stato criminale.
Dal suo sangue speciale si è potuta ricavare la cura ad un patogeno da laboratorio artificialmente creato. Virus artificiale successivamente rilasciato sulla inerme popolazione civile, allo scopo di assoggettarla ed istituire cosí, una dittatura liberticida.
Vuoi sopravvivere? Noi abbiamo la cura, ma in cambio devi venderci la tua anima libera.
Ricorda molto il biennio Covid con il suo Greenpass, le discriminazioni ed i diritti costituzionali sospesi. Con la differenza che la cura venduta come salvifica non funzionava e che il patogeno, si poteva arginare con un semplice antinfiammatorio (a differenza di quanto sostenuto dai giornali di regime).

V riuscirà a fuggire dal laboratorio dando tutto alle fiamme. Tutto, anche se stesso.
Lui però è un superuomo e si salverà camminando tra i getti ardenti, riportando il 100% delle ustioni su tutto il corpo. Ciò lo costringerà ad indossare una maschera, raffigurante Guy Fawkes, per interagire con gli altri senza spaventarli.

Da qui prenderà il via una terribile vendetta con un duplice scopo: liberare l’Inghilterra dalla dittatura ed eliminare tutti i mostri, ai vertici, che ce l’hanno fatta cadere, creando un emergenza pandemica artificiale.

Il finale è esplosivo, mozzafiato e lo scontro finale con Creedy, un capolavoro di adrenalina pura.

Quali messaggi potenti ci lascia il film?

  1. L’amore è un ostacolo alla missione di vendetta. Se hai un obbiettivo importante devi amarlo ed ergerlo al di sopra di tutto, anche al di sopra dei sentimenti che provi verso la persona amata. Solo così si aprirà la strada per raggiungerlo. Poetico il parallelismo con il film Il conte di Montecristo (1934), dove V compie lo stesso destino del suo protagonista, mettendo la vendetta, il raggiungimento del suo obbiettivo, prima dell’amore.
  1. Le idee sono a prova di proiettile e non hanno bisogno di un volto per sopravvivere.
    Vuol dire che l’ideale deve superare il carisma della persona che inizialmente lo ha portato avanti e deve sopravvivere ad essa.
    In questo caso, l’idea, l’obbiettivo di essere liberi, deve essere come il testimone di una staffetta, che passa di mano in mano fino a giungere al traguardo.
  1. Il richiamo della paura come strumento di controllo.
    La paura è il mezzo più forte che ha il potere per sottrarci libertà e dignità umana.
    Per quanto le nostre civiltà possano considerarsi “evolute”, sono sempre e comunque guidate dalla parte più profonda e primordiale del nostro cervello. Questo a dimostrare come la sopravvivenza, il comportamento istintivo, la territorialità e la riproduzione, siano di fatto leve efficaci per muovere le masse addormentate.
    Ci sono dei principi che devono rimanere inviolati qualunque cosa accada, perché sono diritti inalienabili, non concessioni da credito sociale Cinese.
    Se il popolo non comprende come preservare la propria libertà, combattendo le storture illiberali del proprio sistema, la democrazia presto o tardi, finirà.
  1. Saper affrontare la morte con calma, lucidità e coraggio ti aiuta ad affrontare tutte le vicissitudini della vita.
    V, dopo aver visto che Evey lo tradisce durante una missione, per poter ritornare alle proprie comodità, la rapisce.
    Fingendosi l’autoritario governo Inglese la tortura per mesi. Nel momento in cui Evey gli dimostra che preferirebbe morire più che rivelare dati su V, la rilascia.
    È stato qualcosa che V ha fatto soprattutto per se stesso. Gli ha spezzato l’anima, gli ha spento la luce negli occhi ed in qualche modo.. l’ha resa più forte.
    Quando Evey scopre l’inganno si agita al punto di avere una crisi respiratoria. V appoggiandogli le mani sulle spalle gli dice:
    Ripensa al momento in cui hai accettato di morire, più che tradirmi fatalmente, hai visto la morte in faccia e non hai avuto paura. Pensa, a quanto eri calma in quel momento.
    Quella d’ora in poi sarà la forza che userai in questi momenti di estrema difficoltà.

Aggiungiamo che Natalie Portman è stata una bravissima interprete, oltre che un piacere per gli occhi.
Il parallelismo tra V che esce dal fuoco con le braccia al cielo e Evey, nella stessa posa, sotto la pioggia, è stupendo.

Il fascino rassicurante della rivoluzione pop

Il film poggia su una rappresentazione classica e quasi scolastica della distopia: un futuro dittatoriale dove la linea di demarcazione tra il bene ed il male è tracciata in modo netto e senza sfumature.
La massa viene ritratta quasi come un corpo passivo, pura vittima sacrificale in attesa di un messia.
Tranne che nel discorso iniziale di V alla nazione, attraverso i mezzi televisivi presi in ostaggio:
Vi è stato un tempo in cui eravate liberi di scegliere… ma la paura ha avuto la meglio su di voi. ….Se cercate il colpevole, non dovete fare altro che guardarvi allo specchio.
In questo senso, V non agisce solo come un salvatore, ma come un catalizzatore di colpa. Egli ricorda alla massa che il potere del Cancelliere non è caduto dal cielo, ma è stato “concesso” dai cittadini in cambio di una (falsa) promessa di sicurezza e ordine.

La verità purtroppo è che il cambiamento parte sempre da uno scontro tra élite rivali (nel caso del film, da un eroe solitario contro l’élite dominante).
Il popolo non è mai in grado di organizzarsi da solo e reclamare la propria libertà.
Perché inanzitutto non la comprende fino in fondo.
Abbiamo avuto un esempio con il Covid.
In secondo luogo, come nel discorso di V, preferisce sopravvivere al vivere libero.
Sognare la libertà è il vezzo di una minoranza illuminata che fa il lavoro per tutti gli altri.

L’aspetto più paradossale dell’analisi emerge però nel presente: un film, nato per denunciare il controllo, è diventato esso stesso un feticcio del sistema narrativo.
L’estetica ha vinto sul contenuto e la maschera di Guy Fawkes è diventata un gadget commerciale. Il film purtroppo è stato assorbito dal sistema dominante attuale, che ha trasformato la ribellione in un “brand”, di fatto sterilizzandola.
Questo è avvenuto nonostante l’intero film sia una chiara e lampante critica ai governi autoritari, nessuno escluso, soprattutto quello avvenuto in Italia durante il Covid. Se chi lo vede non lo capisce, il problema risiede in lui.

V per Vendetta trasposto ai tempi attuali

Oggi, una nuova versione della storia non potrebbe prescindere dall’uso dell’Intelligenza Artificiale.
Un problema di V per Vendetta è sicuramente quello di non essere aggiornato ai nuovi metodi di autoritarismo repressivo.
Strumenti di comunicazione come quelli moderni non si limitano più ad imporre “una verità”, ma modellano la realtà e la percezione stessa attorno all’utente, rendendo la passività della massa ancora più profonda, perché percepita come libera scelta.
Questi nuovi metodi di controllo sono sempre più pervasivi e renderanno in futuro impossibile combattere per la propria libertà.
La libertà residua è oggi!
Se la cediamo, ci sarà impossibile recuperarla in un futuro dove saremo totalmente schedati e controllati in ogni parola che pronunciamo.
Se il V cinematografico rompeva i segnali televisivi, il V moderno dovrebbe “hackerare” i feed personalizzati, affrontando un potere che non ti ordina cosa pensare, ma ti “suggerisce” cosa desiderare e cosa essere.

Un ringraziamento a Mike Boom, Ste Zaltron, Grappa e l’Avvocato per aver contribuito con i loro pensieri alla stesura di questa critica ed analisi al film V per Vendetta.
Se volete unirvi a noi per il prossimo dibattito questa è la porta:

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