Senza esclusione di Colpi – Recensione Cineforum

Mike

Marzo 4, 2026

Questa recensione e analisi è il risultato della riorganizzazione argomentativa di un dibattito da Cineforum sul film Senza esclusione di Colpi (Bloodsport), avvenuto sul canale Telegram di Metropolis. Se volete unirvi all’iniziativa trovate le Info in fondo.

Senza esclusione di colpi lo definirei il Forrest Gump delle arti marziali 😂

La Trama

Un ragazzino con un evidente ritardo mentale si introduce clandestinamente in una casa, trascinato dai suoi amici normodotati. Nell’abitazione invasa però c’è qualcuno ed i ragazzi scappano dalla finestra dalla quale sono entrati. Tutti, tranne il ragazzo speciale, che rimane lì a manifestare tutte le sue mancanze cognitive.
Quella però è una casa di marzialisti orientali, ed un piccolo Bruce Lee, con un poderoso calcio al fegato, butta a terra il nostro amico speciale. Lui si rialza, forse non cogliendo ancora la gravità della situazione, ed il maestro di arti marziali, padre del piccolo Bruce Lee, gli taglia il cappello con una catana.
Il percettore di 104 rimane però impassibile, impressionando il maestro che scambia il ritardo mentale per enorme coraggio.

Il Forrest Gump delle arti marziali verrà istruito dal maestro orientale, con allenamenti ridicoli, inutili e deleteri, che faranno però di lui una macchina da guerra del combattimento.

Il nostro protagonista diserterà l’esercito, scapperà dall’FBI, abbatterà i poliziotti Cinesi (allertati da una giornalista americana poco sveglia che dice di amarlo), tutto per prendere parte ad un torneo di arti marziali clandestino. Torneo dominato da un sadico e scorretto Koreano dopato che si diverte ad uccidere le persone che salgono sul Ring.

Forrest Gump alla fine vincerà il torneo, che come premio avrà una pacca sulla spalla e gli applausi del pubblico, e tornerà alla sua vita di tutti i giorni.

Fine della Trama.

Cosa ci lascia il film?

Questo film arricchisce la nostra cultura nella arti marziali, in tutti gli stili, anche quelli della savana.
Diciamo pure che è un’americanata. Forse ha lo scopo di dimostrare che gli Americani sono superiori anche al migliore asiatico che gioca in casa?

Un Tema toccante però c’è ed è l’adozione spirituale di Forrest da parte del Sensei asiatico. Questa eventualità rompe la tradizione di tramandare l’arte solo attraverso il sangue. Un messaggio politico profondo.

Considerazioni finali

Sul finale non chiariscono come si evolve la storia d’amore tra il lottatore e la giornalista. Lei gli fa il saluto che si usa sul ring e poi addio per sempre?
Un finale alla La la land, dove non si canta, ma si “balla” sul ring.

Un ringraziamento a Mike Boom e Grappa  per aver contribuito con i loro pensieri alla stesura di questa critica ed analisi al film Senza esclusione di colpi.
Se volete unirvi a noi per il prossimo dibattito questa è la porta:

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