Questa recensione e analisi è il risultato della riorganizzazione argomentativa di un dibattito da Cineforum sul film METROPOLIS, avvenuto sul canale Telegram di Metropolis. Se volete unirvi all’iniziativa trovate le Info in fondo.
FILM PERDUTO
Metropolis è un film muto del 1926, in bianco e nero, che dopo la sua première è stato pesantemente ridotto ed alterato, tagliandone via ¼. Fortunatamente nel 2008, in argentina, ne fu ritrovata una copia quasi completa. Un accurato lavoro di Bricolage, che ha coinvolto anche i registri della censura tedesca dell’epoca, ha permesso ad oggi di riavere nuovamente la pellicola nella sua interezza, o quasi.
Nonostante ciò suddetto, è un film apprezzabile anche a 100 anni di distanza dalla sua pubblicazione. Il che è abbastanza incredibile se paragonato ad analoghe produzioni mute in bianco e nero.
Se oggi possiamo dire che Metropolis sia una pellicola apprezzabile, ieri (un secolo fa) possiamo affermare che sia stato un grande capolavoro.

TRAMA
Metropolis è una città futuristica del 2026, così come la immaginavano nel 1926, che svetta ed abbaia per la sua bellezza. Al di sotto di questa opulenza però c’è lo sporco e la miseria, la città dei lavoratori.
Essi vivono affianco alle industrie, nel sottosuolo di Metropolis, per le quali prestano un orario lavorativo massacrante di 10 ore al giorno.

Tutto scorre come sempre, la classe dirigente a sollazzarsi nel benessere e nella bambagia e gli operai a spaccarsi la schiena nei sotteranei.
Finché una donna, considerata come un oracolo dai lavoratori, non porta i bambini del sottosuolo a vedere i giardini del piacere degli aristocratici.
Qui incrocia lo sguardo con Freder, figlio del sovrano di Metropolis che alla vista, per lui quasi angelica, della donna, viene folgorato.

Da qui in poi Freder cercherà di migliorare le condizioni di vita degli operai del sottosuolo, andando anche contro le volontà del padre, il Re e allegoricamente: il Capo di Industria.
Il Regnante, per punire la fede dei suoi operai per la donna oracolo, che predica la venuta di un mediatore che ne migliori le condizioni lavorative, arriverà al punto di indurre i rozzi e ignoranti prestatori di manodopera a ribellarsi, portandoli a causare indirettamente un’inondazione che ha lo scopo di sterminare i loro figli..

Il Re di Metropolis è una vera carogna, un sadico assassino, apatico e senza scrupoli.
Un attacco pesantissimo e poco velato alla crudeltà degli imprenditori dell’epoca.
Comica la scena degli operai che, tenendosi per mano festanti, fanno il girotondo tra i macchinari distrutti durante la loro rivolta, mentre i loro figli annegano.
Dopo lo spogliarello di una donna Robot, il Rogo di una strega e Freder, versione Terence Hill, che picchia da solo prima una 20 di operai e poi lo scienziato robot dal braccio Cybernetico, tutto volgerà per il meglio.
Alla fine l’happy ending della fiaba avviene con l’ingresso del mediatore come un Deus ex machina, ovvero la figura del sindacalista che metterà pace nel regno di Metropolis, tra la classe operaia e quella dirigente.
Tutto ciò darà spiegazione alla frase iniziale del film:
Il MEDIATORE tra la MENTE e le BRACCIA deve essere il CUORE!

SIGNIFICATI
Il principe della fabbrica che s’innamora della donna che eleva il suo spirito, gli abissi degli oppressi contrapposti alla superficie dei privilegiati, il tema quasi alla Frankenstein della donna robot.
Il film è soprattutto una grande allegoria del sistema industriale e delle rivendicazioni della classe operaia dell’epoca.
Si avventura nell’immaginare una fabbrica del 1926 🏭 il cui modello viene esteso a tutta la popolazione di una cittadina. Dipingendo uno scenario da incubo.
L’obiettivo principale era sicuramente quello di riscrivere un linguaggio cinematografico.
Ciò l’ha reso un film immortale e senza tempo, un capolavoro imprescindibile per chi studia cinema.

CONSIDERAZIONI FINALI
Recitazione pazzesca, attori molto espressivi, si vede che vengono dal teatro.
Piccolo accenno alle scenografie che sono immensamente belle, se consideriamo L’epoca.
È un capolavoro di estetica del cinema espressionista. La cura dei dettagli e degli effetti speciali lo rendono un’opera sublime del suo tempo.
Moltissime delle tecniche che vediamo utilizzate verranno adottate in futuro da kubrick, scott e persino nel film Star Wars.
Praticamente tutte le scene di massa dei film epici più blasonati, nascono proprio da qui.
Questo Film da il nome alla nostra pagina Telegram, una scelta fatta dai suoi fondatori:
Tony (disperso) e Giove (che è ancora tra noi a creare Caos e tentazione 😂).
Dopo averlo visto, ci chiediamo seriamente.. ma che contorti obbiettivi avevano? 😂

Un ringraziamento a Mike Boom, Grappa e Simone per aver contribuito con i loro pensieri alla stesura di questa critica ed analisi al film METROPOLIS.
Se volete unirvi a noi per il prossimo dibattito questa è la porta: