Oggi parlerò di un argomento abbastanza caldo, ma che ammetto… Mi ha scocciato. Piagnistei, prese di posizione idiote, un cocktail di mediocrità e stupidità fuori da ogni giustificazione.
Ok, già dall’inizio chi legge avrà ben intuito cosa pensa “Mr. Wolf” di questi scappati di casa… Si, non mi viene in mente termine migliore per essere il meno offensivo possibile. A breve vi spiegherò tutti i motivi per cui non mi faccio troppi problemi a definirli tali.
Immigrazione Incontrollata (L’Ideologia “No Borders”)
Non si tratta di semplice accoglienza umanitaria, ma di una visione filosofica che considera i confini nazionali come aberrazioni razziste e costrutti artificiali da abbattere.
- La dissoluzione dell’identità nazionale: Il concetto di “cittadino” legato a un territorio, una storia e una cultura specifica viene visto come escludente. L’obiettivo ideale è una cittadinanza globale indistinta, dove l’appartenenza locale è un vizio del passato.
- L’Occidente come colpevole: L’apertura indiscriminata delle frontiere è intesa come una forma di “risarcimento” morale che l’Occidente deve al resto del mondo. Chi si oppone per motivi di sicurezza sociale o sostenibilità economica viene bollato immediatamente come xenofobo, ignorando le ripercussioni sul welfare e sulla coesione sociale delle classi lavoratrici residenti.
Tradotto: le frontiere non dovrebbero esistere per nessuna ragione al mondo, sono semplicemente delle linee tracciate con una matita ed il sangue sparso su quei confini non ha nulla di “sacro” e non deve mai essere preso in considerazione, ne tantomeno merita rispetto.
Qualcuno, al giorno d’oggi, potrebbe pensare che quei confini sono stati tracciati esclusivamente da una serie di eventi storci.
Ma negare l’esistenza stessa di questi popoli, che abitano all’interno di questi confini, uniti per Tradizioni, Cultura e si… Lasciatemelo passare: Sangue… è oggettivamente stupido.
Pensare che queste tre caratteristiche non siano il reale collante di un popolo è da celebrolesi.
Chi si riempie la bocca di termini come: “integrazione” (virgoletto perché in realtà puntano alla CANCELLAZIONE) ed immigrazione incontrollata è di fatto contro “Il Popolo”.
La motivazione è semplice, sta facendo di tutto per costruire una poltiglia umana senza forma, dove l’unico collante può essere SOLO:
Il “diritto” più o meno riconosciuto di basare la sua identità sui propri vizi, finte esigenze individuali, ed al massimo sulla sua sessualità.
Si.. per questo modo di vedere le cose, la sessualità ed il “genere” sono l’unica identità rivendicabile.
Il resto è (PER LORO) solo un rimasuglio tossico di razzismo.
La “Finta” Lotta alla Classe Dirigente (Capitalismo Arcobaleno)
Questo è forse il punto più paradossale. È la mutazione del marxismo economico in marxismo culturale.
- I “Ribelli” di sistema: I militanti pensano di combattere il potere, ma le loro battaglie (fluidità, atomizzazione sociale, immigrazione per abbassare il costo del lavoro) sono perfettamente allineate con gli interessi delle grandi multinazionali e della finanza globale.
- Distrazione di massa: Mentre si discute furiosamente di pronomi, statue o “blackface” in vecchi film, l’attenzione viene distolta dalle reali disuguaglianze economiche, dalla precarizzazione del lavoro e dallo strapotere delle élite finanziarie. Le grandi corporation sono felici di mettere una bandiera arcobaleno sui loro loghi per un mese, ottenendo un “punteggio etico” alto (ESG), mentre continuano a sfruttare le risorse economiche indisturbate. Sono i “cani da guardia” ideologici del sistema che credono di voler abbattere.
Prima comprendono che sono ESATTAMENTE il frutto di quello che ha costruito la VERA classe dominante, prima (forse) si daranno una svegliata.
Ma sono abbastanza certo che, chi è a capo di questi movimenti ne è più che CONSAPEVOLE.
Il Femminismo Intersezionale (La Guerra al Maschio)
Non è più un movimento per l’uguaglianza dei diritti, ma si è trasformato in una crociata vendicativa contro la natura maschile. Si basa sull’assunto che la storia umana non sia una collaborazione tra sessi per la sopravvivenza, ma un’eterna e brutale oppressione unilaterale dell’uomo sulla donna.
La Patologizzazione della Mascolinità (“Toxic Masculinity”)
Questo è il concetto cardine. L’essere maschio non è più una variante biologica, ma una patologia sociale da curare.
- Il peccato originale: I tratti tipicamente maschili (competitività, aggressività difensiva, stoicismo, desiderio di protezione) vengono ridefiniti come “tossici”. Si insegna ai bambini che i loro istinti naturali sono sbagliati e pericolosi. L’obiettivo educativo è la “femminilizzazione” del maschio, poiché un uomo che non si comporta come una donna è visto come una minaccia latente.
- Micro-aggressioni ovunque: Si inventano termini per criminalizzare comportamenti banali: Mansplaining (se un uomo spiega qualcosa a una donna, la sta opprimendo), Manspreading (se un uomo si siede a gambe larghe, sta invadendo lo spazio vitale delle donne). Ogni interazione è una lotta di potere.
Il “Patriarcato” come Teoria del Complotto
Il Patriarcato, in questa visione, non è una struttura sociale storica, ma un’entità metafisica, onnipresente e invisibile, usata per spiegare ogni singolo fallimento personale.
- L’alibi perfetto: Se una donna non ottiene un posto di lavoro, non è perché c’era qualcuno più bravo, è il Patriarcato. Se un film con protagoniste femminili floppa al botteghino, non è perché era brutto, è colpa del pubblico maschilista (il Patriarcato). È un dogma religioso che deresponsabilizza totalmente l’individuo femminile e colpevolizza a priori quello maschile.
Inoltre vorrei solo farvi ragionare su di una cosa. E voglio basarmi solo sull’analisi delle percentuali di divorzi.
Mi spiego: E’ stato statisticamente riconosciuto che nelle famiglie in cui la donna guadagna di più del marito, il divorzio è più frequente.
Mi permetto di pensare, che sia anche una questione di esigenza che per qualche motivo prova la donna ad avere il suo compagno più “stabile” di lei.
La stabilità non la si può vedere solo dal punto di vista economico, può essere emotiva, può essere collegata alla capacità di risolvere ed affrontare problemi, però insomma, inutile dirvi che la questione economica nella nostra società la fa da padrona.
La Schizofrenia: Donne Forti vs Vittime Perenni
C’è una contraddizione logica insanabile in questo femminismo.
- Il paradosso: Da un lato si urla “Girl Power”, sostenendo che le donne sono forti, indipendenti e non hanno bisogno degli uomini (“a woman needs a man like a fish needs a bicycle”).
Dall’altro, si dipingono le donne come creature fragilissime, traumatizzate da un fischio per strada (catcalling), incapaci di gestire un complimento non richiesto e bisognose di quote rosa e leggi speciali per competere, o magari per SPRONARLE ad avvicinarsi alla vita politica, perché diciamocelo… Nella stragrande maggioranza dei casi, sono palesemente disinteressate a determinate questioni.
Si vuole l’autorità del capo, ma la protezione riservata ai bambini.
L’Odio per la Famiglia Tradizionale
Il femminismo woke vede la famiglia tradizionale (padre, madre, figli) come la “fabbrica” del patriarcato.
- Svalutazione della cura: Il ruolo di madre e moglie viene dipinto come una schiavitù umiliante. L’unica realizzazione possibile è quella della carriera aziendale (diventare, ironicamente, ingranaggi del capitalismo che dicono di odiare). La donna che sceglie liberamente di dedicarsi alla famiglia è vista come una “traditrice del genere” che ha interiorizzato l’oppressione.
(Il Cortocircuito): Il castello woke sta mostrando le prime crepe interne:
Il femminismo radicale (le cosiddette TERF) sta iniziando a scontrarsi violentemente con l’attivismo Trans, perché se “essere donna” è solo un sentimento accessibile a chiunque si dichiari tale (anche un maschio biologico), allora il femminismo stesso perde il suo soggetto politico e i suoi spazi protetti. È una guerra civile interna “affascinante”.
Violenza Sessuale e Silenzio Selettivo (La Geometria Variabile dell’Indignazione)
In questo schema mentale, la violenza sulle donne non è grave in sé, ma diventa grave (e utile politicamente) solo in base all’identità di chi la commette. Il crimine non viene giudicato per l’atto, ma per chi lo compie.
Il Filtro del “Colpevole Ideale”
Quando il colpevole è un maschio bianco, occidentale ed eterosessuale (il cosiddetto “Cis White Male”), la macchina mediatica ed attivista si attiva alla massima potenza.
- Colpa Collettiva: Il crimine del singolo diventa immediatamente la prova della “cultura dello stupro” insita nell’Occidente. Si lanciano hashtag come #AllMen (tutti gli uomini), si fanno cortei, si chiede di rieducare l’intero genere maschile a partire dagli asili. L’uomo bianco è il mostro perfetto perché colpirlo conferma la narrazione del Patriarcato oppressore.
L’Omertà del “Colpevole Protetto”
Quando lo stesso identico crimine (o peggiore) viene commesso da un immigrato o da un membro di una minoranza etnica/religiosa protetta, scatta il freno a mano.
- L’Incidente Isolato: Improvvisamente non è più “cultura dello stupro”, non è più colpa del patriarcato. Diventa un “caso di disagio psichico”, un “fallimento dell’integrazione” (colpa nostra, quindi) o un “fatto di cronaca isolato”.
- Il Tabù del Razzismo: Le femministe intersezionali sono paralizzate dal terrore di essere accusate di razzismo. Nella loro gerarchia delle oppressioni, la lotta al razzismo (o presunto tale) vince sulla tutela delle donne. Quindi, denunciare uno stupro commesso da un migrante viene visto come “fare un favore alla destra”. Di conseguenza, si sceglie il silenzio, sacrificando la donna sull’altare del politicamente corretto.
I Casi “Scuola”
La storia recente ci ha fornito esempi lampanti di questo meccanismo perverso.
Lo Scandalo di Rotheram (UK)
Lo scandalo di Rotherham (UK): Per anni, migliaia di ragazzine bianche della classe operaia inglese sono state adescate, drogate e stuprate da “grooming gangs” (bande di adescatori) di origine pachistana. Assistenti sociali, polizia e politici laburisti sapevano tutto ma hanno taciuto deliberatamente per paura di essere etichettati come razzisti. Qui l’ideologia woke ha attivamente facilitato lo stupro sistematico di minori.
Il Caso Saman Abbas
Il caso Saman Abbas: Quando Saman è stata uccisa dalla sua stessa famiglia pakistana per aver rifiutato un matrimonio forzato e aver voluto vivere “all’occidentale”, la reazione è stata di tutt’altro tenore. Certo, c’è stata indignazione, ma senza la condanna culturale. Nessuno ha osato dire “la cultura islamica patriarcale è il problema”. Le femministe non hanno assaltato le piazze gridando contro l’imposizione del velo o i matrimoni combinati. Saman è stata trattata come una sfortunata eccezione, un caso di cronaca nera, non come il simbolo di un’oppressione culturale importata.
Il Cortocircuito: Se uccide un bianco è colpa della “Cultura Occidentale”. Se uccide un immigrato per motivi religiosi/culturali, è colpa della “mancata integrazione” (quindi, ancora colpa nostra).
Il Fallimento del modello Svedese
Il “Modello Svedese” (Lo Stato Fallito del Nord)
La Svezia era il paradiso della socialdemocrazia e del femminismo. Oggi è la capitale europea degli stupri e delle guerre tra bande, un laboratorio a cielo aperto del fallimento woke.
L’esplosione delle violenze sessuali: A partire dal 2015 (crisi migratoria), le statistiche sugli stupri in Svezia sono schizzate a livelli da zona di guerra. Le autorità hanno smesso di registrare l’etnia degli aggressori per “non alimentare il razzismo”, ma le inchieste indipendenti mostrano una sovrarappresentazione scioccante di uomini provenienti da aree extra-europee.
La negazione della realtà: Per anni, il governo e i media svedesi hanno attribuito l’aumento degli stupri a una “maggiore propensione delle donne a denunciare” o a “cambiamenti nella definizione legale di stupro”, rifiutando categoricamente di collegare il fenomeno all’immigrazione di massa maschile da culture in cui la donna non ha diritti. Hanno preferito dire alle donne svedesi che il problema era “l’alcol” o “l’uscire sole di notte”, tradendo decenni di conquiste di libertà femminile.
Cortocircuito: La soluzione delle istituzioni Svedesi quando i casi si moltiplicarono? Distribuire opuscoli ai migranti per spiegare come si “approcciano” in modo idoneo le donne Svedesi.
Si… Come se, poverini, non compressero che stanno facendo violenza contro un altro essere umano.
Scandalo di Telford, Rochdale, Oxford (UK)
Telford, Rochdale, Oxford (L’Epidemia UK)
Rotherham non era un caso isolato. Era solo la punta dell’iceberg. In diverse città industriali inglesi (Telford, Rochdale, Oxford, Newcastle), lo stesso schema si è ripetuto per decenni.
Le “Easy Meat” (Carne facile): Migliaia di ragazzine bianche, povere, spesso in affidamento ai servizi sociali, venivano viste dalle gang di adescatori indo-pachistani come “carne bianca senza valore”, spazzatura da usare e gettare, perché prive di “onore” e pudore secondo i loro standard religiosi.
La complicità istituzionale: Le inchieste successive hanno rivelato che la polizia non indagava perché temeva disordini razziali. I servizi sociali (spesso permeati da ideologia woke) consideravano “razzista” proteggere specificamente le ragazzine bianche da uomini asiatici. Hanno sacrificato i bambini della propria classe operaia per mantenere la pace sociale multiculturale.
7 Ottobre 2023
Il Massacro del 7 Ottobre e il Silenzio di “UN Women”
Lo stupro come arma di guerra: Durante l’attacco di Hamas contro Israele, sono stati documentati stupri di massa, mutilazioni genitali e torture sessuali su donne ebree con una ferocia inaudita.
“Me Too unless you are a Jew”: Le organizzazioni femministe internazionali (come UN Women) e i collettivi woke occidentali hanno impiegato mesi per ammettere (timidamente) le violenze sessuali, e molte attiviste hanno addirittura negato le prove o giustificato l’atto come “resistenza”.
Va evidenziato che non si è fatto problemi a discutere delle violenze sessuali applicate dentro le carceri Israeliane ai danni di Palestinesi.
No, oggi non entreremo nel merito del conflitto, numeri di vittime ecc. Si discute esclusivamente del germe woke.
Pamela Mastropietro (Italia)
Pamela Mastropietro, Un caso di una brutalità tale da non avere quasi precedenti.
I fatti: Una ragazza di 18 anni uccisa, fatta a pezzi, disossata chirurgicamente e lavata con la candeggina da Innocent Oseghale, un pusher nigeriano irregolare. Un modus operandi che richiamava rituali tribali o pratiche della mafia nigeriana.
La reazione “Democratica”: Invece di inorridire di fronte all’atto bestiale, gran parte dell’intellighenzia progressista si preoccupò immediatamente di fermare “l’ondata di odio razziale” che ne sarebbe potuta scaturire. Si arrivò a dire che mostrare le foto dei trolley con i resti o parlare della nazionalità dell’assassino era “sciacallaggio”.
In pratica una finta indignazione, sempre però pronta a non fare classificazioni di nessun tipo (almeno non analizzando la nazionalità dei criminali)
Il Tradimento delle Donne Immigrate
L’aspetto più crudele di questo cortocircuito è che le prime vittime sono proprio le donne appartenenti a quelle stesse comunità minoritarie.
- Abbandono: Le ragazze che fuggono da matrimoni forzati, mutilazioni genitali o violenza d’onore nelle comunità immigrate in Occidente si trovano spesso sole. Le femministe mainstream le ignorano perché le loro storie sono “scomode”: raccontano che l’oppressione maschile più feroce oggi non viene dal manager bianco in ufficio, ma da culture che la sinistra si ostina a voler importare e difendere senza critiche.
L’Apoteosi dell’Io
È la base della Self-ID (auto-identificazione). “Io sono ciò che dico di essere”. La realtà oggettiva non conta, conta la mia percezione. Se io decido di essere donna, gatto, o fluido, il mondo deve inchinarsi alla mia volontà. È il trionfo del soggettivismo assoluto. Diciamocelo, anche abbastanza idiota.
Aborto
La cultura woke è profondamente anti-natalista. Fare figli è visto come “inquinante” (per il clima) o “opprimente” (per la donna). L’aborto è diventato un “sacramento”.
Una società che gode nel presente ma che sceglie deliberatamente di estinguersi, sostituendo i figli con “pets” (animali domestici umanizzati) o carriere. È la cultura della morte vestita a festa.
C’è davvero bisogno di far notare che quando qualche governante numeri alla mano (65 milioni di aborti nel solo 2022 e 44 milioni stimati per ogni anno successivo) tenta di fare leggi che possano aiutare la donna a fare scelte diverse dall’abortire si grida allo scandalo.
No, non si tratta di leggi che mirano a vietare lo stesso, ma a scoraggiarlo offrendo valide alternative, come continuare la gravidanza e poi dare in affidamento il bambino.
I Woke sbarrano gli occhi e con “la bava alla bocca” sparlano di pericolo contro i diritti della donna e imbecillità varie.
Il “Diritto al Figlio” (Il Bambino come Oggetto di Lusso)
Il cambio di paradigma è epocale. Fino a ieri, l’adozione o l’affido erano incentrati sui diritti del bambino a trovare una famiglia. Oggi, nella dottrina woke, il focus si è spostato interamente sul diritto dell’adulto a possedere un figlio.
- Il Capriccio che diventa Legge: Poiché la natura ha stabilito dei limiti biologici (due uomini o due donne non possono procreare tra loro), l’ideologia pretende che la società e la scienza intervengano per abbattere questo limite. Il figlio non è più un dono o un frutto naturale, ma un “diritto civile”, un accessorio indispensabile per l’autorealizzazione della coppia, equiparabile a una casa o a un matrimonio.
Se la natura dice “no”, la legge deve dire “sì”.
Aggiungo inoltre che gli studi per evidenziare reali problemi sui bambini cresciuti da famiglie omosessuali vengono “frenati” ad ogni costo, e quando nonostante tutto, alcuni volontari ci provano, vengono considerati come dei ciarlatani.
L’Utero in Affitto (La Schiavitù Progressista)
È qui che l’ipocrisia raggiunge vette inesplorate. La sinistra woke, che a parole combatte il capitalismo e lo sfruttamento dei corpi, sdogana e difende la pratica più ultra-capitalista che esista: la Gestazione per Altri (GPA).
- L’Assemblaggio del Bambino: Si compra lo sperma da un catalogo (spesso scegliendo caratteristiche fisiche come il colore degli occhi, eugenetica soft), si compra l’ovulo da una donatrice (spesso studentesse indebitate), e si affitta l’utero di una donna povera (spesso nel Terzo Mondo o negli Stati Uniti poveri) per nove mesi.
- La Donna come “Forno”: La madre viene ridotta a contenitore biologico, un’incubatrice umana che, per contratto, deve cedere il prodotto al momento della consegna e sparire per sempre. Il bambino viene strappato dal seno materno (un trauma primario) appena nato per essere consegnato ai committenti. È la compravendita di esseri umani, ma viene venduta come “atto d’amore” e “dono”.
La Cancellazione di Padre e Madre (Genitore 1 e 2)
L’obiettivo non è solo dare figli alle coppie omosessuali, ma distruggere i concetti archetipici di Paternità e Maternità per tutti.
- L’Indifferenza Sessuale: Si vuole imporre l’idea che per un bambino crescere con due padri, due madri o un padre e una madre sia esattamente la stessa cosa. Si nega la necessità psicologica della differenza, del confronto con il maschile e il femminile durante la crescita.
- Burocrazia Orwelliana: Per non “offendere” le coppie omogenitoriali, si eliminano “Padre” e “Madre” dai moduli scolastici e dai documenti d’identità, sostituendoli con i neutri e numerici “Genitore 1” e “Genitore 2”. La realtà biologica della maggioranza (il 99%) viene cancellata per accomodare l’ideologia di una minoranza.
L’Affidamento come Rieducazione
C’è un aspetto ancora più sottile: l’uso del sistema degli affidi per scardinare la cultura tradizionale.
L’Esperimento Sociale: Stiamo assistendo a un gigantesco esperimento sociale sulla pelle dei bambini, usati come cavie per dimostrare che “love is love” e che la biologia non conta. Se tra 20 anni questi ragazzi avranno crisi d’identità per non sapere da chi sono nati o per la mancanza di una figura materna/paterna, non importerà a nessuno: l’importante oggi è aver soddisfatto il desiderio degli adulti.
Discriminazione al contrario: In molti paesi occidentali (vedi UK o USA), le coppie cristiane o conservatrici vengono scartate dai percorsi di adozione o affido perché ritenute “non idonee” a educare un bambino secondo i valori woke (ad esempio, se si rifiutano di supportare la transizione di genere di un minore).
Casi Studio
Il Caso dei Coniugi Johns (Regno Unito) – “I Cristiani non sono idonei”
Questo è il precedente storico, la “Pietra Miliare” della discriminazione legale.
- I Fatti: Eunice e Owen Johns, una coppia di Derby pentecostale con una lunga esperienza di affido, si videro respingere la domanda nel 2011. Il motivo? Durante un colloquio, ammisero che, in base alla loro fede, non avrebbero potuto insegnare a un bambino che l’omosessualità è uno stile di vita eticamente equivalente a quello eterosessuale.
- La Sentenza Choc: L’Alta Corte britannica diede ragione ai servizi sociali con una sentenza agghiacciante: “Il diritto di praticare la propria religione non si estende al diritto di discriminare nell’ambito dell’affido”.
- Il Significato: È stato sancito ufficialmente che la morale cristiana tradizionale è incompatibile con la genitorialità pubblica. Se sei cristiano praticante, sei considerato un potenziale pericolo per il benessere psicologico del bambino.
Lo Scandalo UKIP di Rotherham (Regno Unito) – “Il Crimine Politico”
Forse il caso più eclatante di persecuzione politica mascherata da tutela dei minori.
- I Fatti: Nel 2012, a tre bambini (immigrati dell’Est Europa) vennero tolti alla loro famiglia affidataria a Rotherham. La coppia era impeccabile, amorevole e non aveva commesso alcun abuso. Il loro crimine? Erano tesserati dell’UKIP (il partito euroscettico di Nigel Farage).
- La Motivazione: I servizi sociali (laburisti e woke) dichiararono che l’appartenenza a un partito che chiede il controllo delle frontiere era “incompatibile con i bisogni culturali ed etnici dei bambini”.
- Il Cortocircuito: Hanno strappato dei bambini a una famiglia che li amava solo perché i genitori votavano “il partito sbagliato”. È la prova che per lo Stato woke l’indottrinamento politico vale più della stabilità affettiva del minore.
Il Caso Jessica Bates (Oregon, USA) – “Giuramento di Fedeltà Trans”
Un caso recentissimo (2023) che mostra l’ossessione per l’ideologia gender.
- I Fatti: Jessica Bates, vedova e madre di cinque figli, cristiana, voleva adottare due fratelli. Il processo si è bloccato quando lo Stato dell’Oregon le ha chiesto di firmare un impegno preventivo: doveva giurare di supportare qualsiasi transizione di genere (inclusi farmaci bloccanti della pubertà e ormoni) qualora il bambino, anche piccolissimo, l’avesse richiesta.
- Il Rifiuto: Lei rispose che li avrebbe amati incondizionatamente, ma che non poteva somministrare farmaci sperimentali per la transizione sessuale a un minore.
- L’Esito: Domanda respinta. Lo Stato ha preferito lasciare quei bambini in orfanotrofio piuttosto che affidarli a una madre che non voleva medicalizzarli. L’adesione al dogma trans è diventata un prerequisito burocratico obbligatorio.
Il Caso Burke (Massachusetts, USA) – “Troppo Cattolici per essere genitori”
Agosto 2023. Mike e Kitty Burke sono la coppia perfetta sulla carta: musicisti, istruiti, casa di proprietà, disposti ad accogliere bambini difficili.
- I Fatti: Dopo mesi di colloqui, la loro domanda viene respinta. Nei documenti interni dei servizi sociali, resi pubblici in seguito, si leggeva che la coppia era “adorabile” ma che la loro fede cattolica e la loro visione sul matrimonio tradizionale e sulla sessualità (nonostante avessero detto che avrebbero amato qualsiasi bambino, anche gay) non li rendeva “affermativi” (supportive) secondo gli standard LGBTQ+.
- L’Analisi: Qui non si chiedeva solo di non discriminare, si chiedeva di celebrare. La neutralità non è più ammessa. O sei un attivista della causa, o non puoi essere genitore.
Il Caso della “Social Transition” in California e Scozia
Non è un singolo caso di affido, ma una politica scolastica che sottrae di fatto la patria potestà ai genitori biologici.
- Il Meccanismo: In stati come la California o nazioni come la Scozia, le scuole hanno il diritto (e talvolta il dovere) di favorire la “transizione sociale” di un bambino (cambio nome, pronomi, uso dei bagni dell’altro sesso) senza informare i genitori.
- L’Ideologia: Se i genitori si oppongono, vengono considerati “non sicuri” (unsafe) e i servizi sociali possono intervenire per sottrarre il minore alla famiglia accusandola di abuso psicologico. Lo Stato decide che i genitori sono nemici del figlio se non assecondano immediatamente la disforia di genere.