Conflitto Israele Palestina, dalle Origini ad Oggi

Wolf

Ottobre 30, 2025

1. L’Origine: Dalla Fine dell’Impero Ottomano al Mandato Britannico

Prima Guerra Mondiale (1915-1918)

L’impero ottomano (attuale Turchia) viene sconfitto e perde parte del suo territorio.

Mandato Britannico sulla Palestina (1920-1948)

Dopo la sconfitta dell’Impero Ottomano, la Società delle Nazioni (l’antenata dell’ONU) affidò al Regno Unito un “mandato” per amministrare la Palestina. L’obiettivo dichiarato era preparare il territorio all’autogoverno. Fu durante questo periodo (1920 – 1948) che l’immigrazione ebraica, spinta dal movimento sionista, aumentò in modo significativo.

Acquisto dei terreni:

  • Quando: Un sistematico processo di acquisto di terreni in Palestina è iniziato negli anni ’80 del 1800, in particolare a partire dal 1882 (la “Prima Aliyah”), con un picco negli anni ’30 a causa delle persecuzioni in Europa.
  • Chi Acquistava: Diverse organizzazioni sioniste, come il Fondo Nazionale Ebraico (JNF), e singoli acquirenti ebrei.
  • Chi Vendeva: Principalmente grandi proprietari terrieri arabi assenteisti (che vivevano a Damasco, Beirut o al Cairo) e, in misura minore, piccoli proprietari locali. I contadini arabi locali (i fallahīn) che coltivavano queste terre venivano spesso allontanati dopo la vendita.

2. La Nascita dello Stato di Israele e la “Nakba”

Nel novembre 1947, l’Assemblea Generale dell’ONU approvò la Risoluzione 181, nota come il “Piano di Partizione”. Questo piano proponeva di dividere il territorio del Mandato Britannico in:

  • Uno Stato ebraico
  • Uno Stato arabo
  • Una zona internazionale che comprendeva Gerusalemme e Betlemme.

La leadership ebraica accettò il piano, mentre i leader arabi palestinesi e gli stati arabi circostanti lo rifiutarono categoricamente, sostenendo che violasse i diritti della maggioranza araba.

3. Le Ragioni dei Due Popoli

Ragioni Israeliane: Lo stato è stato creato con il benestare della comunità internazionale post-bellica. Il popolo sente un legame storico-religioso con quella terra, abitata dai loro antenati circa 2000 anni prima. La persecuzione subita nel 1930-45 rafforza l’esigenza di una terra propria.

Ragioni Palestinesi: Percepiscono la creazione di Israele come l’imposizione di uno stato straniero su una parte della loro terra da parte di potenze esterne (Regno Unito e Nazioni Unite), senza il loro consenso e a discapito della popolazione locale che vi abitava da secoli.

Espansione Israele - Focus.it
Foto: focus.it

4. Le Guerre Arabo-Israeliane (1948-1973)

I primi decenni di esistenza di Israele furono caratterizzati da grandi conflitti convenzionali.

  • Guerra d’Indipendenza (1948-1949): Nota ai palestinesi come “Nakba” (la catastrofe). A seguito della dichiarazione d’indipendenza di Israele, gli stati arabi circostanti invasero il neonato stato. La vittoria israeliana portò all’ampliamento dei suoi territori rispetto al piano ONU e all’esodo di centinaia di migliaia di arabi palestinesi. La Striscia di Gaza passò sotto il controllo egiziano e la Cisgiordania fu annessa alla Giordania.
  • Crisi di Suez (1956): Israele, con Francia e Regno Unito, invase il Sinai in risposta alla nazionalizzazione del Canale di Suez da parte dell’Egitto. Ritiro forzato dalla pressione internazionale (USA e Russia).
  • Guerra dei Sei Giorni (1967): Con un attacco preventivo, Israele conquistò la penisola del Sinai e la Striscia di Gaza (dall’Egitto), la Cisgiordania e Gerusalemme Est (dalla Giordania) e le Alture del Golan (dalla Siria).
  • Guerra d’Attrito (1967-1970): Conflitto di logoramento avviato dall’Egitto lungo il Canale di Suez.
  • Guerra del Kippur (1973): Egitto e Siria lanciarono un attacco a sorpresa. Israele respinse l’offensiva, ma la guerra infranse il mito dell’invincibilità israeliana e aprì la strada ai negoziati di pace.

5. Il Fronte Libanese

A partire dagli anni ’70, il confine settentrionale di Israele divenne un’area di conflitto.

  • Operazione Litani (1978): Invasione del sud del Libano per contrastare gli attacchi dell’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina).
  • Prima Guerra del Libano (1982): Operazione su vasta scala per sradicare l’OLP dal Libano. L’occupazione del Libano meridionale favorì la nascita di Hezbollah.
  • Conflitto del Libano Meridionale (1985-2000): Guerriglia tra Israele e Hezbollah, conclusasi con il ritiro unilaterale israeliano.
  • Seconda Guerra del Libano (2006): Conflitto di 34 giorni, innescato da un attacco di Hezbollah.

6. Le Intifade: Le Rivolte Palestinesi

  • Prima Intifada (1987-1993): Conosciuta come la “guerra delle pietre”, fu una sollevazione popolare contro l’occupazione, caratterizzata da proteste e disobbedienza civile. Portò agli Accordi di Oslo.
  • Seconda Intifada (2000-2005): Nota come Intifada di al-Aqsa, fu un periodo di violenza molto più intensa, con attentati suicidi palestinesi e vaste operazioni militari israeliane. Portò alla costruzione della barriera di separazione in Cisgiordania.

7. Sviluppi dal 2006: Ascesa di Hamas e Stallo del Processo di Pace

  • Vittoria elettorale di Hamas (2006) e presa di Gaza (2007): Hamas vinse le elezioni, portando a sanzioni internazionali. La presa di controllo della Striscia di Gaza da parte di Hamas creò una profonda divisione politica con Fatah, che mantenne il controllo della Cisgiordania.
  • Blocco di Gaza e Conflitti Ciclici: Israele ed Egitto imposero un rigido blocco su Gaza. Da allora, si sono verificate ripetute escalation militari (es. “Piombo Fuso” 2008-2009, “Margine Protettivo” 2014, crisi del 2021).
  • Stallo del Processo di Pace ed Espansione degli Insediamenti: I negoziati di pace sono falliti mentre la costruzione di insediamenti israeliani in Cisgiordania e Gerusalemme Est è continuata, rendendo difficile la “soluzione a due stati”.

8. L’Escalation del 2023 e la Guerra a Gaza

  • Attacco di Hamas del 7 ottobre 2023: Militanti di Hamas hanno condotto un attacco senza precedenti nel sud di Israele, uccidendo circa 1.200 persone (in maggioranza civili) e prendendo circa 240 ostaggi.
  • Risposta di Israele – Operazione “Spade di Ferro”: Israele ha dichiarato guerra ad Hamas, lanciando una massiccia campagna militare aerea e terrestre sulla Striscia di Gaza. L’operazione ha causato una catastrofe umanitaria, con decine di migliaia di vittime palestinesi, distruzione su larga scala e lo sfollamento della quasi totalità della popolazione.

9. Vittime nei Conflitti

La storia del conflitto è segnata da una sofferenza immensa e sproporzionata.

Periodo/ConflittoVittime Civili Palestinesi (Stima)Vittime Civili Israeliane (Stima)Note
Guerra del 1948Migliaia (5k – 15k totali)~ 2.400Le perdite palestinesi sono legate alla Nakba.
Prima Intifada (1987-1993)Oltre 1.100~ 100-160La maggior parte delle vittime palestinesi erano civili disarmati.
Seconda Intifada (2000-2005)3.300~ 727Periodo di intensi attacchi suicidi in Israele e vaste operazioni militari.
Conflitti di Gaza (2006 – Set. 2023)Oltre 6.400~ 250-300Include diverse operazioni militari su larga scala a Gaza.
Dal 7 Ottobre 2023 ad oggi (Ott. 2025)Oltre 60.000~ 700+Le vittime palestinesi sono il risultato della guerra a Gaza; la maggioranza sono donne e bambini.
Totale ApprossimativoOltre 100.000~ 4.500 – 5.000La disparità numerica riflette la natura asimmetrica del conflitto.

10. Schema delle Principali Condanne Internazionali a Israele

Le condanne e le azioni legali contro Israele da parte degli organi internazionali sono significative.

Consiglio di Sicurezza dell’ONU (UNSC) – Risoluzioni vincolanti

  • Occupazione: Risoluzione 242 (1967) chiede il ritiro dai territori occupati.
  • Annessione: Risoluzione 478 (1980) dichiara nulla l’annessione di Gerusalemme Est; Risoluzione 497 (1981) dichiara nulla l’annessione delle Alture del Golan.
  • Insediamenti: Risoluzione 2334 (2016) ribadisce che gli insediamenti sono una “flagrante violazione del diritto internazionale”.

Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) – Scrutinio legale

  • Parere Consultivo (2004): Ha dichiarato la costruzione della barriera di separazione in Cisgiordania “contraria al diritto internazionale”.
  • Caso Sudafrica c. Israele (2023-in corso): Accusa di violazione della Convenzione sul Genocidio a Gaza.

Corte Penale Internazionale (ICC) – Indagine su crimini di guerra

  • Indagine formale (dal 2021): Indaga su presunti crimini di guerra commessi nei territori palestinesi da tutte le parti.
  • Richiesta Mandati (2024): Il procuratore capo ha richiesto mandati d’arresto per leader di Hamas e per il Primo Ministro e il Ministro della Difesa israeliani.

11. Tentativi Stato Palestinese e Situazione Attuale

Parte 1: I Tentativi di Formare uno Stato Riconosciuto

  • Il Rifiuto del Piano di Spartizione (1947): L’opportunità di creare uno stato arabo accanto a Israele fu rifiutata dalla leadership araba.
  • La Dichiarazione d’Indipendenza (1988): L’OLP dichiarò unilateralmente l’indipendenza dello Stato di Palestina, riconosciuto da circa 100 paesi.
  • Gli Accordi di Oslo (1993-2000): Creazione dell’Autorità Palestinese (AP), concepita come precursore di uno stato, con negoziati sullo “status finale” falliti nel 2000.
  • La Via Diplomatica all’ONU (dal 2011): Nel 2012, la Palestina ottiene lo status di “Stato osservatore non membro” dell’ONU, che le concede accesso a organismi come la CPI. Ad oggi, circa 140 stati membri dell’ONU riconoscono lo Stato di Palestina.

Parte 2: L’Amministrazione Attuale dei Territori

Non esiste un’unica amministrazione palestinese sovrana.

  • La Cisgiordania: È governata dall’AP (Fatah) ma la sua autorità è limitata dalla suddivisione in tre aree:
  • Area A (18%): Pieno controllo civile e di sicurezza dell’AP.
  • Area B (22%): Controllo civile dell’AP, ma controllo della sicurezza congiunto con l’esercito israeliano.
  • Area C (60%): Pieno controllo civile e militare israeliano (comprende gli insediamenti).
  • La Striscia di Gaza:
  • 2007-2023: Sotto il controllo completo di Hamas.
  • Situazione Attuale (Ottobre 2025): A seguito della guerra, la capacità di governo di Hamas è distrutta. La Striscia si trova in uno stato di vuoto di potere e crisi umanitaria sotto il controllo militare de facto israeliano.
  • Gerusalemme Est: Considerata territorio occupato a livello internazionale, è stata annessa unilateralmente da Israele e amministrata come parte della sua capitale. L’AP è bandita dall’operare in città.

12. Motivazioni Geopolitiche ed Energetiche dell’Operazione su Gaza 2024-25

Oltre agli obiettivi dichiarati di distruzione delle capacità militari e di governo di Hamas e del rilascio degli ostaggi, l’operazione su Gaza è contestualizzata in più ampie dinamiche geopolitiche ed energetiche che toccano la stabilità regionale e gli interessi internazionali:

  • Destabilizzazione di Hamas: L’eliminazione di Hamas come entità di governo è vista da Israele come un prerequisito fondamentale per la stabilizzazione a lungo termine della regione. Questo permetterebbe potenzialmente di promuovere un’amministrazione palestinese più moderata (come l’Autorità Palestinese riformata) e di isolare l’Iran e i suoi alleati proxy.
  • Interessi Energetici – Giacimenti di Gas Naturale: Le acque territoriali adiacenti a Gaza contengono significativi giacimenti di gas naturale (come il giacimento Gaza Marine). Sebbene i diritti di sfruttamento siano contesi e storicamente legati all’Autorità Palestinese, la presenza di Hamas ha sempre rappresentato un ostacolo insormontabile. La creazione di un’area stabile e smilitarizzata è vista come necessaria per lo sfruttamento di queste risorse.
  • Gas per l’Europa e Cooperazione Regionale: Un piano potenziale prevede l’estrazione del gas offshore, il suo trasporto verso l’Egitto per la liquefazione e il raffinamento negli impianti egiziani esistenti, e la successiva esportazione in Europa. Questo progetto rafforzerebbe la cooperazione strategica tra Israele ed Egitto e posizionerebbe Israele come un attore chiave nella sicurezza energetica europea, in particolare dopo l’invasione russa dell’Ucraina.

Verso la Fine?

L’intero scacchiere mondiale ha mostrato una discreta attenzione al conflitto Israelo-Palestinese.
L’amministrazione Trump ha OGGETTIVAMENTE manifestato un impegno DECISIVO per la soluzione dell’attuale conflitto.
Riuscendo ad ottenere una tregua significativa, ha dimostrato capacità e leadership fuori discussione.
Chi scrive augura un buon lavoro ai protagonisti di quest’ennesima, grande, sfida.

IN BOCCA AL LUPO.